L’indennità di accompagnamento è una prestazione di assistenza.
L’assegno di accompagnamento è, dunque, una prestazione di assistenza: in particolare, nel 2018 l’assegno ammonta a € 515,43 per mese, riconosciuti dall’Inps indipendentemente dal reddito del richiedente, spetta per 12 mensilità ed è esente da Irpef, cioè non è tassato e non va dichiarato in denuncia dei redditi né concorre alla determinazione del requisito reddituale previsto per l’attribuzione di altre prestazioni sociali o assistenziali erogate dallo stato.
Il diritto all’accompagnamento presuppone un’invalidità totale, ossia del 100%, e si ottiene se l’interessato non è autosufficiente.
La persona si reputa non autosufficiente quando necessita di un accompagnatore per camminare, o di assistenza per compiere gli atti quotidiani della vita.
Occorre il certificato scritto dal medico curante che attesta che l’anziano possiede una determinata percentuale di riduzione della capacità lavorativa.
Per ottenere l’accompagnamento, come anticipato, è necessario essere riconosciuti invalidi al 100%.
Inoltre, per il diritto all’accompagnamento, il medico deve anche scrivere, nel certificato, che l’anziano non sia nelle condizioni di muoversi senza l’aiuto di un accompagnatore e allo stesso tempo non è capace di provvedere alle azioni minime indispensabili della vita quotidiana senza un’assistenza continua.
Ci sono due modi: dopo che il medico ha inviato all’Inps il certificato, lo stesso deve rilasciare un’attestazione con il numero di protocollo.
Per inviare la domanda all’Inps, l’interessato deve essere in possesso del “codice pin dispositivo”, o dell’ “identità unica SPID” per l’accesso ai servizi online dell’INPS.
Altrimenti si può sempre inviare la domanda attraverso un patronato, senza bisogno del pin o dello SPID.
Nella domanda bisogna inserire queste informazioni: dati personali: indirizzo, numeri di telefono, email, eventuale domicilio per l’invio delle comunicazioni eventuale indicazione di un nominativo e di un’utenza telefonica di una seconda persona, per contatti numero del certificato rilasciato dal medico curante condizione per la quale si richiede il riconoscimento dei requisiti sanitari: sordo civile cieco civile invalido civile portatore di handicap collocamento mirato l’Asl territorialmente competente eventuali giornate da escludere per fissare l’accertamento
A questo punto bisogna attendere la visita dell’apposita commissione medica dell’Asl, che si conclude con un verbale, nel quale possono essere riconosciute o meno la condizione d’invalidità, di handicap, di non autosufficienza, o ulteriori condizioni.
Se il richiedente ha diritto ai benefici previsti per legge, per ricevere l’indennità, bisogna però trasmettere all’Inps i dati socio-economici e reddituali necessari – altrimenti l’INPS non può concedere le prestazioni.
Comunque è sempre possibile ricorrere ad un patronato per effettuare questa operazione.
L’indennità di accompagnamento non spetta invece a coloro che: sono ricoverati gratuitamente in istituto per un periodo superiore a 30 giorni; percepiscono un’analoga indennità per invalidità contratta per causa di guerra, di lavoro o di servizio.