Nel 2021 l’accesso alla pensione di vecchiaia è vincolato al compimento dei 67 anni di età e al raggiungimento dei 20 anni di contributi.
Ci sono delle circostanze, però, in cui è possibile accedervi con soli 15 anni di contributi e questo vale per coloro che hanno iniziato a lavorare prima del 1° gennaio 1996.
Pensione con 15 anni di contributi per chi ha iniziato a lavorare prima del 1996.
Per anzianità assicurativa, da non confondere con quella contributiva, si intende il periodo trascorso dal primo accredito contributivo.
Ebbene, considerando che ne sono richiesti 25 anni, nel 2021 è necessario che il primo accredito sia avvenuto tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 1995.
Anche quest’anno vale quanto previsto dall’opzione contributiva descritta dalla Legge Dini, ossia che per i lavoratori che al 31 dicembre 1995 possono far valere un’anzianità contributiva inferiore ai 18 anni possono optare per la liquidazione del trattamento pensionistico esclusivamente con le regole del sistema contributivo pari o superiore a 15 anni di cui almeno 5 nel sistema medesimo.
Chi ha iniziato a lavorare prima del 1° gennaio 1996 e può vantare almeno cinque anni di contributi dopo questa data, può quindi andare in pensione con 15 anni di contributi al compimento dei 67 anni.
Per i lavoratori che al 31 dicembre 1995 possono far valere un’anzianità contributiva inferiore ai 18 anni possono optare per la liquidazione del trattamento pensionistico esclusivamente con le regole del sistema contributivo.
Un’anzianità contributiva inferiore ai 18 anni al 31 dicembre 1995 permette di optare per la pensione con 15 anni di contributi, di cui almeno 5 anni nel sistema contributivo.
Al 31 dicembre 1995 possono far valere un’anzianità contributiva inferiore ai 18 anni e possono optare per la liquidazione del trattamento pensionistico con il sistema contributivo se hanno almeno 15 anni di contributi, di cui almeno 5 nel sistema medesimo.