Smettere di pagare le rate di un finanziamento, un prestito personale o un mutuo senza fare nulla, NON è assolutamente una scelta conveniente.
Oltre ad essere segnalati alla Banca Dati dei cattivi pagatori ed avere le porte chiuse per poter accedere al credito, la Banca / Finanziaria può intraprendere diverse strade, le più comuni sono le seguenti: dopo 7/8 mesi può arrivare al pignoramento della busta paga e/o il Conto Corrente.
In caso di aziende pignorerà fatture e/o il Conto Corrente aziendale.
In casi estremi anche il pignoramento dell’immobile.
Nel caso non si abbia reddito, la Banca / Finanziaria, rinnovando periodicamente il pignoramento, con lievitazione delle spese per il debitore, allunga a tempo indeterminato l’esecuzione.
Se il ritardo va oltre i 120 giorni il prestito verrà revocato immediatamente con conseguente richiesta dell’importo in un’unica soluzione, scorporato degli interessi a maturare.
A questo punto la Banca / Finanziaria, facendo come primo atto un decreto ingiuntivo, a seguire atto di precetto ed infine atto di pignoramento, congela, dietro autorizzazione del Giudice, 1/5 della busta paga, Conto corrente, ecc…
Nel caso in cui il debitore non abbia possibilità di opporsi al provvedimento entro i termini di Legge, scatta il pignoramento.
Ma a questo punto, se uno non riesce a pagare i debiti, cosa può fare?
Chiedere la sospensione dei pagamenti per alcuni mesi alla Banca / Finanziaria.
Chiedere di saltare alcune rate, posticipando la fine del piano di rientro, con aggravio di spese.
Chiedere di elaborare un nuovo piano di rientro più sostenibile.
Attuare le varie procedure esistenti che sostengono tutte le persone che hanno problematiche, nel rispettare gli impegni presi con le Banche / Finanziarie.