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È possibile licenziare un dipendente a termine durante la malattia?

Luciana Ruggiero
Luciana Ruggiero
2025-09-11 02:59:04
Numero di risposte : 26
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Si può licenziare un dipendente che è sempre in malattia se, e solo se, supera il periodo massimo di giorni stabilito dal CCNL. Puoi licenziare un dipendente che ha superato ~180 giorni di malattia in un anno. Questo licenziamento può avvenire durante l’assenza per malattia, oppure al rietro. Non puoi invece licenziarlo per periodi prolungati di infortunio o di malattia professionale. I giorni di aspettativa non retribuita non contano ai fini della soglia limite del comporto. I giorni di ferie non contano ai fini del superamento del comporto. Dopo il 180esimo giorno è generalmente a carico dell’azienda e non più dell’INPS.
Bibiana Ferraro
Bibiana Ferraro
2025-09-09 18:50:58
Numero di risposte : 31
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Nella maggioranza dei casi il dipendente in malattia non può essere licenziato. La durata del periodo del comporto, viene determinata, di norma dal Contratto Collettivo applicato dall’azienda e l’assenza del lavoratore, giustificata dai certificati medici, comporterà, appunto, il diritto alla conservazione del posto di lavoro. Se la malattia si prolungasse oltre il periodo di obbligo al mantenimento del posto di lavoro, è facoltà dell’azienda procedere al licenziamento. Il periodo del comporto dovrà essere effettivamente superato, prima che il lavoratore possa essere licenziato. L'azienda che volesse far valere tale facoltà di licenziamento, dovrebbe, comunque, comunicare il provvedimento espulsivo con una certa celerità, senza lasciare che decorra troppo tempo dal momento del superamento del comporto, poiché l’inerzia prolungata del datore di lavoro equivale alla rinuncia.

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Tommaso De luca
Tommaso De luca
2025-08-27 05:20:13
Numero di risposte : 26
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Esistono però delle ipotesi che consentono al datore di lavoro di licenziare il lavoratore anche durante il periodo di comporto. Scadenza del termine del contratto a tempo determinato: se il datore di lavoro non lo rinnova, il contratto si intende automaticamente risolto, anche se il lavoratore è in malattia. Licenziamento per giusta causa: avviene per una grave mancanza del lavoratore che rende impossibile la prosecuzione del rapporto. Cessazione totale dell’attività d’impresa: in questo caso tutti i lavorati vengono licenziati. Licenziamento per impossibilità sopravvenuta della prestazione: si verifica quando durante la malattia al lavoratore venga diagnosticato uno stato di invalidità permanente che renda impossibile l’espletamento delle mansioni cui era assegnato. Mancato superamento del periodo di prova: durante il periodo di prova il lavoratore può essere licenziato in qualsiasi momento, senza motivazione e senza preavviso. Mancata conferma al termine del periodo di formazione nell’apprendistato: è l’unico momento all’interno di un contratto di apprendistato in cui il datore di lavoro può interrompere il rapporto anche senza una giusta causa o un giustificato motivo.
Raffaele Lombardi
Raffaele Lombardi
2025-08-27 04:30:44
Numero di risposte : 34
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Il licenziamento di un lavoratore durante un periodo di malattia è un tema delicato e regolato da specifiche norme giuridiche. Il datore di lavoro non può licenziare un dipendente in malattia se non sono stati superati determinati limiti temporali, noti come “periodo di comporto”. Il datore di lavoro può legittimamente licenziare il lavoratore se questi supera il periodo di comporto previsto dal contratto collettivo o dalla legge. Se il datore di lavoro licenzia il lavoratore durante la malattia, senza che sia stata superata la durata del periodo di comporto e in assenza di una giusta causa, il licenziamento è nullo. Il datore di lavoro può licenziare il lavoratore durante la malattia per giusta causa, ossia in presenza di un comportamento del lavoratore talmente grave da non consentire la prosecuzione del rapporto di lavoro nemmeno in via provvisoria. Il licenziamento di un lavoratore durante un periodo di malattia può essere considerato nullo se avviene prima del superamento del periodo di comporto, come stabilito dalla contrattazione collettiva o dalla legge.

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