Quando si può fare denuncia per mobbing Il dipendente vittima di mobbing può richiedere un risarcimento del danno nel momento in cui è vittima di mobbing e riesce a dimostrare la propria condizione con prove certe delle ingiustizie subite e dei danni psichici o fisici che queste hanno causato.
Le prove possono essere fornite da testimonianze di colleghi, dimostrazione di essere stato messo in grave difficoltà sul lavoro, registrazioni audio e video, certificati medici.
A seconda dei casi e in base alle prove fornite, il lavoratore può ricevere un risarcimento per danno professionale, biologico o esistenziale.
In alcuni casi invece il mobbing può essere considerato e punito come reato.
Quando il mobbing diventa reato Nel caso in cui sussista un rapporto molto stretto tra datore di lavoro e dipendente, il mobbing può integrare il reato di maltrattamenti in famiglia.
La sentenza della Corte di Cassazione n. 19268/22 del 16.05.2022, però, ha esteso il reato di mobbing anche alle grandi aziende, se il superiore ha uno stretto contatto con il lavoratore vessato.
In questi casi, la condanna può avvenire anche facendo riferimento solo alle dichiarazioni della vittima.
Il reato è quello previsto dall’articolo 572 del Codice penale, che penalizza i maltrattamenti in famiglia.