Il contratto di lavoro stagionale non è soggetto a una durata massima.
Il primo, infatti, prevede un numero massimo di 24 mesi, dopo i quali deve necessariamente trasformarsi in un rapporto lavorativo a tempo indeterminato, se vi sono necessità di superare tale limite.
Il contratto stagionale, invece, non prevede nulla di tutto ciò, grazie alla sua natura specifica.
Nella lettera di assunzione di un lavoratore stagionale, quindi, troveremo infatti l’indicazione della durata, com’è naturale in tutti i contratti a termine, ma senza il limite di 24 mesi.
Ma c’è di più: se tra le due parti sono intercorsi sia rapporti a termine ordinari che stagionali, questi ultimi non vengono conteggiati per il raggiungimento del limite dei 24 mesi previsti per i primi.
Altra differenza sostanziale tra contratto a tempo determinato ordinario e lavoro stagionale è la causale: per questi ultimi, infatti, rinnovo e proroga possono essere acausali.
In questo caso la causale, infatti, sarà la stagionalità stessa e non una delle due previste dal contratto a tempo determinato ordinario.