La legge, di per se, non vieta la possibilità di stipulare due contratti con lo stesso lavoratore, l’importante è che la gestione dei due rapporti di lavoro sia differente a seconda della tipologia contrattuale scelta.
Detto ciò, ritengo, comunque, che la stipula di due differenti contratti di lavoro, per giunta di diversa fattispecie (subordinata e autonoma), possa ingenerare confusione e possa altresì essere valutato, dagli organi di vigilanza, illegittimo.
Per i lavoratori dipendenti esiste un limite massimo di orario giornaliero e settimanale, esiste l’obbligo al riposo settimanale ed alle ferie.
Cosa succederebbe se, raggiunto il limite, il soggetto si spogliasse da lavoratore dipendente e vestisse gli abiti di lavoratore autonomo?
Sarebbe considerato un escamotage per far proseguire la prestazione lavorativa in barba alla legge ed alla contrattazione collettiva.
Inoltre, proprio la sommatoria dei due contratti e lo “sforamento” dei massimali previsti sull’orario di lavoro, disposti al fine di proteggere l’integrità psicofisica del lavoratore, potrebbe ridurre le tutele in materia di salute e sicurezza.