Per provare l'intollerabilità non è necessaria una perizia fonometrica, essendo bastevole anche la testimonianza dei vicini.
Il danno, invece, andrà provato anche con documentazione medica che certifichi i disturbi legati al rumore.
Chi lamenta un rumore intollerabile proveniente da un immobile del vicino può sempre chiederne la cessazione e l'eventuale risarcimento del danno in sede civile.
Ed infatti, il giudice, verificato che il rumore supera la normale tollerabilità, ne ordinerà l'immediata cessazione, condannando il responsabile al risarcimento del danno, eventualmente provato.
Molto spesso i giudici pronunciatisi su tale questione hanno proceduto misurando l'intensità del rumore di fondo della zona ove si trova la proprietà, per compararlo con quello specifico lamentato ed imputabile al vicino.
Così, è stato considerato non tollerabile un rumore che durante la notte superava di 3 decibel il rumore di fondo della zona, e di 5 decibel, invece, durante il giorno.
Occorre, innanzitutto, prendere in considerazione l'orario in cui avviene o è avvenuto il rumore.
Altro fattore che incide sulla normale tollerabilità è sicuramente la durata del rumore.
Infine, occorre valutare la condizione dell'ambiente circostante, tenendo in considerazione la destinazione urbanistica, le caratteristiche e le abitudini degli abitanti.