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Chi ha un contratto co.co.co. deve pagare le tasse?

Benedetta Basile
Benedetta Basile
2025-11-27 06:40:32
Numero di risposte : 29
0
I compensi dei collaboratori coordinati e continuativi sono soggetti a ritenuta di acconto e le ritenute sono versate a cura del committente/sostituto d'imposta entro il giorno 16 del mese successivo all'erogazione del compenso. Il committente, in qualità di sostituto d'imposta, applica all'atto del pagamento del compenso, una ritenuta a titolo d'acconto dell'imposta sul reddito delle persone fisiche calcolata sulla base delle aliquote progressive per scaglioni di reddito. I redditi percepiti a fronte di collaborazioni sono assimilati a quelli di lavoro dipendente.
Noemi Romano
Noemi Romano
2025-11-24 16:30:48
Numero di risposte : 24
0
Il lavoratore con contratto Co.Co.Co. deve essere iscritto alla Gestione Separata Inps. I contributi sono: per i ⅔ a carico del committente; per ⅓ a carico del collaboratore. Per il 2025, l’aliquota contributiva e di computo per i lavoratori con contratto di collaborazione continuativa, iscritti alla Gestione Separata dell’Inps, è pari al 33%. Tuttavia, è sempre il datore di lavoro a versarli. La retribuzione minima del contratto Co.Co.Co., ad esempio, non può essere inferiore al compenso minimo previsto dal Contratto Collettivo Nazionale di riferimento.

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Veronica Rossi
Veronica Rossi
2025-11-18 13:44:27
Numero di risposte : 20
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Il collaboratore deve essere iscritto alla gestione separata INPS e richiedere l’indennizzo per malattia in prima persona. Tu non devi anticipare nulla. Se usi in modo sbagliato un co.co.co. al posto di un rapporto di lavoro subordinato, possono succedere due cose: il contratto si trasforma in lavoro dipendente e dovrai pagare in un colpo solo arretrati di stipendi, contributi, tasse e indennità, oltre che sanzioni L’aliquota è del 35,03%, di cui 1/3 è a carico del collaboratore e 2/3 a carico tuo Il lavoratore co.co.co. lo paghi mensilmente con l’emissione dei cedolini, esattamente come con i dipendenti.
Italo Basile
Italo Basile
2025-11-06 02:03:53
Numero di risposte : 22
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Sì, se hai già una Partita IVA aperta o se vuoi aprirla mantenendo il tuo contratto co.co.co. puoi farlo se rispetti il patto di non concorrenza verso il tuo datore di lavoro, cioè non puoi svolgere la tua attività autonoma nello stesso settore o per gli stessi clienti. Se vuoi aprire in regime forfettario ricorda che i tuoi redditi lordi da lavoro con il co.co.co. devono essere inferiori a 30.000€ annui. Ad esempio, se nel 2022 hai avuto un reddito da lavoro dipendente per un totale di 35.000€ e nel 2023 vuoi aprire la Partita IVA, puoi farlo solo in regime ordinario, pagando l’IRPEF con una percentuale che va dal 23% al 43% del tuo imponibile, quindi dei tuoi guadagni al netto delle spese. Oltre a questo, dovrai inserire l’IVA in fattura, farla pagare ai tuoi clienti e versarla allo stato. Se nel 2023 il tuo reddito da lavoro dipendente sarà inferiore a 30.000€, dal 2024 potrai aprire la Partita IVA in regime forfettario, beneficiando della tassazione agevolata al 15% o al 5% per i primi 5 anni se avvii una nuova attività. Oltre alle tasse, devi pagare i contributi, ma il loro versamento è diverso se apri la Partita IVA come: Libero professionista iscritto ad un albo professionale: se per la professione che svolgi esiste una cassa professionale, devi iscriverti e pagare i contributi in misura ridotta. Lavoratore autonomo iscritto alla gestione separata, cioè un professionista che svolge un’attività intellettuale, come il copywriter, per cui non è prevista una cassa professionale. In questo caso devi versare contributi per: il tuo lavoro con contratto cococo, tramite trattenute in busta paga la gestione separata, con un’aliquota ridotta del 24% Ditta individuale, quindi svolgi un’attività artigianale o commerciale versi i contributi per: il tuo lavoro con contratto co.co.co. la cassa artigiani e commercianti INPS, che prevede due tipi di contributi: che dovrai pagare indipendentemente da quanto incasserai con la tua ditta e sono di circa 4.500€ variabili: da pagare solo se superi i 18.555€ di imponibile, sull’eccedenza dovrai versare il 24% circa. Se invece superi i 55.448€ di imponibile, sull’eccedenza dovrai versare circa il 25%.

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