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In quali casi è possibile revocare o annullare una donazione?

Liliana Villa
Liliana Villa
2025-07-31 03:51:58
Numero di risposte : 20
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La revoca per sopravvenienza di figli può domandarsi quando il donante non aveva figli al tempo in cui è avvenuta la donazione. La legge riconosce al donante la possibilità di revocare la donazione nella presunzione che lo stesso, al momento in cui è stata effettuata, non poteva adeguatamente valutare l'interesse alla cura filiale, non avendo ancora conosciuto il sentimento di amore filiale e la dedizione che esso determina. La revoca per ingratitudine, invece, si può domandare quando colui il quale ha ricevuto la donazione abbia tenuto alcuni comportamenti particolarmente gravi in danno del donante. L'ingratitudine consiste in un comportamento del donatario che manifesti un sentimento di disistima delle qualità morali e di irrispettosità della dignità del donante, contrastante con il senso di riconoscenza che, secondo la comune coscienza, dovrebbe improntarne l'atteggiamento. L'art. 801 del Codice Civile prevede espressamente i fatti che legittimano la domanda di revocazione, e precisamente: l'omicidio del coniuge, di un ascendente o di un discendente del donante, o l'averlo tentato nei confronti di questi o dello stesso donante, l'aver commesso un reato nei confronti del donante, per il quale la legge applica le disposizione sull'omicidio, la calunnia, l'ingiuria grave, l'aver arrecato un grave pregiudizio al patrimonio del donante, l'aver rifiutato indebitamente gli alimenti al donante in stato di bisogno. L'ordinamento ammette la revoca della donazione solamente nei casi in cui risulta opportuno far prevalere interessi superiori rispetto all'affidamento su un contratto già concluso. Risulta chiaro che, fuori dai casi previsti dalla legge, l'interesse alla stabilità della donazione debba prevalere e la donazione non può essere revocata.
Clodovea Bellini
Clodovea Bellini
2025-07-26 11:08:32
Numero di risposte : 20
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La donazione può essere revocata soltanto in due ipotesi: per ingratitudine; per sopravvenienza di figli. La revoca della donazione per ingratitudine può avere luogo unicamente nei casi di indegnità del donatario ovvero in quelle in cui questi abbia dolosamente arrecato danno al donante o non gli abbia corrisposto gli alimenti. La revoca della donazione per sopravvenienza di figli, invece, può avere luogo esclusivamente nei casi in cui il donante non aveva o ignorava di avere figli al tempo della donazione quando il figlio poi sopravviene ovvero in realtà già esisteva ma il donante lo ignorava, nonchè quando, successivamente alla donazione, il donante riconosce un figlio. Non possono, tuttavia, essere revocate per ingratitudine o sopravvenienza di figlio le donazioni rimuneratorie e quelle fatte in funzione di un matrimonio. Una volta revocata la donazione, il donatario deve restituire i beni in natura, se questi esistono ancora, ovvero, se li ha già ceduti, deve restituirne il valore che avevano al tempo della donazione.
Enrico Ruggiero
Enrico Ruggiero
2025-07-14 20:44:40
Numero di risposte : 10
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La donazione è un atto di generosità con il quale la persona donante trasferisce gratuitamente una parte dei propri beni a un’altra persona, detta donatario. Tuttavia, ci sono situazioni specifiche previste dalla legge può essere richiesta la revoca della donazione. La revoca della donazione è un tema complesso e regolato da norme precise del codice civile. Esistono principalmente due motivi per cui una donazione può essere revocata. La legge prevede che, in casi di gravi offese, come un attentato alla vita del donante, gravi ingiurie, o mancato mantenimento in caso di necessità, la donazione possa essere revocata. Se al momento della donazione il donante non aveva figli, né adottivi né naturali, e successivamente ne ha, può richiedere la revoca o la riduzione della donazione. Questo perché la legge intende proteggere i diritti successori dei nuovi venuti.
Rosa Sorrentino
Rosa Sorrentino
2025-07-07 01:37:38
Numero di risposte : 21
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La revoca è un’azione legale che consente al donante di riprendersi il bene donato. Le cause principali per cui si può richiedere la revoca di una donazione sono: Ingratitudine del Donatario: Se il donatario si dimostra gravemente ingrato verso il donante, quest’ultimo può richiedere la revoca della donazione. Esempi di ingratitudine possono includere maltrattamenti, offese gravi o crimini commessi contro il donante. Sopravvenienza di Figli: Se, dopo aver effettuato la donazione, il donante ha un figlio o scopre di avere un figlio, può richiedere la revoca della donazione. L’annullamento di una donazione avviene quando si verifica un vizio nel processo di donazione che ne compromette la validità legale. Le principali cause di annullamento sono: Vizi del Consenso: Se la donazione è stata effettuata sotto minaccia, coercizione o errore, può essere annullata. Incapacità del Donante: Se il donante era incapace di intendere e di volere al momento della donazione, l’atto può essere annullato. Mancanza di Forma: Le donazioni devono rispettare determinate formalità legali per essere valide. Se queste formalità non sono state rispettate, la donazione può essere annullata.
Mietta Rizzi
Mietta Rizzi
2025-07-06 22:11:00
Numero di risposte : 13
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La donazione invece non potrà essere impugnata dagli eredi: se non viola la quota di legittima; se il de cuius è ancora in vita; se è stata firmata la rinuncia all’azione di riduzione dopo la morte del donante; se sono passati 10 anni dall’apertura della successione. Quanto invece alle ipotesi di impugnazione da parte dei creditori, la stessa non è consentita nei seguenti casi: il debitore ha altri beni pignorabili, idonei comunque a soddisfare le pretese creditorie; sono trascorsi almeno 5 anni dalla donazione. Non tutte le donazioni comunque possono essere revocate. Infatti, sono escluse dalla revoca le donazioni avente carattere remuneratorio e quelle realizzate in occasione di matrimonio, cc.dd. obnuziali. Quanto alle donazioni remuneratorie, trattasi di quelle elargizioni fatte a favore del donatario come segno di riconoscimento per un’azione da lui compiuta a favore o a vantaggio del donante. Con riferimento invece alle donazioni fatte in occasione di un matrimonio, queste vengono qualificate come regali di nozze agli sposi e, essendo mosse esclusivamente da uno spirito di liberalità, non possono essere revocate. La revoca invece è esercitata dal donante in alcuni casi previsti dalla legge, come ad esempio l’ingratitudine del donatario o la sopravvenienza di figli. I casi in cui la revocazione è ammessa sono solo due e sono entrambi previsti dalla legge, ovvero: l’ingratitudine del donatario; la sopravvenienza di figli. Il legislatore ha previsto che, in caso di sopravvenienza di un figlio, le donazioni possono essere revocate nel termine di 5 anni; in caso invece di revoca per ingratitudine, la stessa deve avvenire nel termine di 1 anno. Altra ipotesi di impugnazione della donazione da parte degli eredi si verifica in caso di mancato rispetto delle formalità richieste dalla legge.