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Cosa comporta la decontribuzione mamme?

Silvana Carbone
Silvana Carbone
2025-08-18 16:53:21
Numero di risposte : 17
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La decontribuzione è stata introdotta per le lavoratrici madri di due o più figli, il cosiddetto “Bonus mamma”. La misura fa parte di un più ampio programma di incentivi rivolti alle famiglie e fino all'anno scorso era riservata alle lavoratrici a tempo indeterminato. La Legge di Bilancio 2025 ha reso i requisiti più inclusivi e il beneficio sarà applicabile in modo continuativo fino al compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo, ma l'esonero passerà da totale a parziale e si rivolgerà solo alle lavoratrici con un reddito imponibile inferiore ai 40.000 euro annui. I nuovi requisiti aggiornati saranno probabilmente: reddito imponibile inferiore ai 40.000 euro annui; due o più figli; lavoro dipendente o autonomo, a eccezione delle lavoratrici domestiche; non essere beneficiarie del vecchio esonero contributivo. Prima, l’agevolazione era riservata alle lavoratrici dipendenti assunte a tempo indeterminato con almeno due figli e consisteva in una decontribuzione totale per un anno. La decontribuzione era totale, ma poteva essere richiesta solo da lavoratrici dipendenti assunte a tempo indeterminato. La Legge di Bilancio 2024 aveva introdotto due tipologie di decontribuzione per le lavoratrici madri: una rivolta alle madri di tre o più figli valida per tre anni; una rivolta alle madri di due o più figli valida solo per il 2024. Il nuovo Bonus Mamma, che a differenza della vecchia decontribuzione è stato reso strutturale e quindi non avrà scadenza, potrà essere richiesto anche dalle lavoratrici assunte a tempo determinato e dalle autonome, escluse le lavoratrici domestiche; cambierà tuttavia probabilmente il tipo di esonero, che sarà parziale e non più totale. A distanza di sei mesi dall'approvazione della Legge di bilancio 2025, mancano ancora i decreti attuativi della misura e, di conseguenza, le istruzioni operative da parte dell'Inps. Aggiornamento - giugno 2025 Nel Consiglio dei Ministri del 20 giugno 2025, nell’ambito del Dl Economia, sono emerse le seguenti novità che riguarderebbero: Le lavoratrici a tempo determinato o autonome entro il limite di reddito di 40.000 euro l'anno, madri di almeno due figli e fino al compimento del decimo anno di età del secondo figlio: per loro l'agevolazione non sarà più erogata sotto forma di decontribuzione ma come bonus "una tantum" erogato a dicembre.
Deborah Greco
Deborah Greco
2025-08-13 09:11:08
Numero di risposte : 16
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La decontribuzione totale era prevista per le lavoratrici madri di tre o più figli valida per tre anni. L'esonero era totale, ma poteva essere richiesta solo da lavoratrici dipendenti assunte a tempo indeterminato. Il nuovo Bonus Mamma potrà essere richiesto anche dalle lavoratrici assunte a tempo determinato e dalle autonome, escluse le lavoratrici domestiche. Cambierà tuttavia probabilmente il tipo di esonero, che sarà parziale e non più totale. I nuovi requisiti aggiornati saranno probabilmente: reddito imponibile inferiore ai 40.000 euro annui, due o più figli, lavoro dipendente o autonomo, a eccezione delle lavoratrici domestiche, non essere beneficiarie del vecchio esonero contributivo. L'agevolazione era riservata alle lavoratrici dipendenti assunte a tempo indeterminato con almeno due figli e consisteva in una decontribuzione totale per un anno, tre anni se la lavoratrice aveva tre o più figli, indipendentemente dal reddito. La Legge di Bilancio 2025 ha reso i requisiti più inclusivi e il beneficio sarà applicabile in modo continuativo fino al compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo, diciottesimo in caso di tre o più figli, ma l'esonero passerà da totale a parziale e si rivolgerà solo alle lavoratrici con un reddito imponibile inferiore ai 40.000 euro annui.
Gianmarco Valentini
Gianmarco Valentini
2025-08-03 21:51:37
Numero di risposte : 14
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La misura, inserita nella Legge di Bilancio 2024, consiste nell'esonero del 100% dei contributi previdenziali per le mamme lavoratrici dipendenti a tempo indeterminato con 2 o più figli. L’esonero contributivo è riconosciuto dal 1° gennaio 2024 al 31 dicembre 2026 alle lavoratrici madri di 3 o più figli, fino al compimento del 18° anno di età del figlio più piccolo. In via sperimentale, per il 2024, è riconosciuto anche le lavoratrici madri di 2 figli con rapporto di lavoro dipendente a tempo indeterminato, fino al compimento del 10° anno di età del figlio più piccolo. L’esonero dalla contribuzione è pari al 100% della quota di contributi previdenziali per l'invalidità, la vecchiaia e i superstiti posta a carico della lavoratrice, nel limite massimo annuo di 3.000 euro, riparametrato su base mensile.
Sesto Pagano
Sesto Pagano
2025-07-30 09:16:57
Numero di risposte : 17
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La decontribuzione è destinata alle lavoratrici madri con almeno 3 figli, impiegate a tempo indeterminato, inclusi i regimi di lavoro part-time. Si escludono i soli rapporti di lavoro domestico. Per il solo anno 2024, è estesa anche alle madri di 2 figli, con il requisito che il più piccolo abbia meno di 10 anni. Le lavoratrici madri beneficiarie godono di un'esenzione totale dalla quota di contributi previdenziali, fino a un massimo di 3.000 euro all'anno, calcolati su base mensile. L'esenzione è valida fino al compimento del 18° anno di età del figlio più piccolo per le madri di 3 o più figli. Per le madri di 2 figli, il beneficio si estende fino al compimento del 10° anno di età del figlio più piccolo. L'esonero non è compatibile con congedo di maternità o parentale. Tuttavia, qualora sia prevista un'integrazione da parte del datore di lavoro, limitatamente a tale contribuzione è possibile usufruire dell'agevolazione.
Maika Bruno
Maika Bruno
2025-07-22 00:45:22
Numero di risposte : 12
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L’esonero dalla contribuzione sarà applicato a partire dal cedolino della rata di maggio. Gli arretrati per il periodo gennaio-aprile 2024 verranno liquidati con emissione urgente, su un secondo cedolino. Con l’emissione ordinaria di maggio 2024 NoiPA applicherà l’esonero contributivo previsto dall’art. 1, c. 180, della legge di Bilancio 2024 per le lavoratrici madri che ne hanno fatto richiesta. L’importo del beneficio varia in base al calcolo delle prestazioni pensionistiche dovute, con un limite massimo mensile di 250 euro. La misura dell’esonero è pari al 100% della quota dei contributi previdenziali per l'Invalidità, la Vecchiaia e i Superstiti (IVS), a carico della lavoratrice fino al mese di compimento del diciottesimo anno di età del figlio più piccolo, nel limite massimo annuo di 3.000 euro (250 euro su base mensile). Il pagamento degli arretrati relativi al periodo gennaio 2024-aprile 2024 verrà effettuato con un’emissione urgente nel mese di maggio 2024 con esigibilità entro lo stesso mese. La decontribuzione per le lavoratrici madri è alternativa (e non cumulabile) all’esonero contributivo IVS del 6% o 7%, previsto dal Decreto Lavoro (decreto-legge 4 maggio 2023, n. 48) che è già stato applicato per le prime tre mensilità dell’anno. Pertanto, nel calcolo dell’ammontare complessivo degli arretrati spettanti, agli importi dovuti come decontribuzione verranno sottratti quelli eventualmente già riconosciuti come esonero contributivo IVS del 6% o 7% per le mensilità di gennaio, febbraio e marzo 2024. Allo stesso modo, l’esonero IVS relativo alla mensilità di aprile 2024, la cui applicazione era prevista sulla rata di maggio 2024, sarà completamente sostituito dall’arretrato di decontribuzione dell’emissione urgente di maggio 2024.
Felice Rossi
Felice Rossi
2025-07-11 09:09:49
Numero di risposte : 19
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La legge rende strutturale un aiuto già introdotto nel 2024, ma lo amplia e ne modifica alcune regole. Dal 2025, le lavoratrici madri con almeno due figli potranno beneficiare di uno sconto sui contributi previdenziali (IVS) a loro carico. Questo vale sia per le dipendenti sia per le lavoratrici autonome, includendo anche imprenditrici e titolari di redditi da partecipazione. Sono esclusi, invece, i rapporti di lavoro domestico. La durata del beneficio economico per le madri con due o più figli si estende fino al compimento del decimo anno di età del figlio più piccolo. Tuttavia, a partire dal 2027, per le madri con tre o più figli, l’esonero sarà prolungato fino al diciottesimo anno di età del figlio più giovane. Questo sostegno è accessibile alle lavoratrici con un reddito imponibile ai fini previdenziali non superiore a 40mila euro annui, sebbene per le lavoratrici autonome il reddito venga valutato secondo criteri specifici. L’esonero si applica a molte categorie: Dipendenti pubbliche e private, con contratti a tempo indeterminato o determinato; Lavoratrici autonome, incluse imprenditrici; Titolari di redditi da partecipazione. Restano escluse le lavoratrici domestiche e le mamme che operano con partita IVA in regime forfettario. Per le lavoratrici, questa misura rappresenta un aiuto concreto nella gestione delle spese familiari. Per le aziende, invece, significa adattare le procedure di elaborazione delle buste paga già da gennaio 2025. Gli uffici del personale dovranno verificare l’età e il numero di figli delle lavoratrici, oltre al rispetto del limite di reddito.