La pratica della rigenerazione urbana comprende aspetti sociali, economici, urbanistici ed edilizi, anche con l'obbiettivo di promuovere o rilanciare territori in situazioni di disagio o degrato sociale-economici. Sono previste premialità con incremento dei volumi o superfici, ma pure delocalizzazione e cambi di destinazione d'uso. I principali interventi previsti dalle disposizioni approvate dal Consiglio regionale includono programmi di rigenerazione urbana, ambiti territoriali di riqualificazione e recupero edilizio e interventi diretti. La premialità per il rinnovo del patrimonio edilizio esistente, per le opere pubbliche e per le cessioni di aree aggiuntive, arriva fino al 35 per cento della superficie lorda esistente. Nei programmi andrà indicata anche la quota almeno del 20 per cento di alloggi di edilizia residenziale pubblica e sociale. Ambiti territoriali “urbani” di riqualificazione e recupero edilizio potranno essere individuati dai Comuni per consentire interventi di ristrutturazione edilizia e urbanistica o di demolizione e ricostruzione, con una volumetria o una superficie lorda aggiuntiva al massimo del 30 per cento. Anche in questo caso sono possibili cambi di destinazione d’uso e delocalizzazioni. Gli interventi diretti nel quadro delle finalità della legge saranno permesse ristrutturazioni edilizie o demolizioni e ricostruzioni con un incremento fino al 20 per cento della volumetria o della superficie lorda esistente. La norma è estesa alle aree agricole e, a certe condizioni, alle strutture ricettive all’aria aperta. Un articolo a parte disciplina gli interventi per l’efficienza energetica e il miglioramento sismico: negli strumenti urbanistici generali vigenti potranno essere previsti, in questi casi, ampliamenti del 20 per cento della volumetria o della superficie utile esistente degli edifici a destinazione residenziale, per un incremento massimo di 70 metri quadrati.