Le pensioni di guerra sono prestazioni economiche riconosciute dallo Stato italiano come forma di risarcimento e tutela per coloro che hanno subito menomazioni fisiche o psichiche in conseguenza diretta di eventi bellici, nonché per i familiari superstiti delle vittime. La pensione di guerra quindi è un trattamento economico di natura risarcitoria e non previdenziale, corrisposto in favore di: militari o ex militari (o loro familiari) colpiti da lesioni o infermità in occasione di conflitti armati; civili che abbiano subito danni permanenti a causa di eventi bellici (bombardamenti, combattimenti, operazioni militari); familiari di caduti in guerra, anche in tempo di pace, se la morte è avvenuta in conseguenza diretta di fatti di servizio.
Per accedere alla pensione di guerra, il richiedente deve dimostrare: un’incapacità permanente (fisica o psichica) derivante direttamente da eventi bellici, riconosciuti tramite accertamento medico-legale; che il danno è riconducibile a causa di guerra, in attività di servizio o in conseguenza di atti ostili durante conflitti armati; in caso di superstiti, la parentela diretta con il deceduto (coniuge, figli minori, inabili, genitori, fratelli conviventi inabili).
Le pensioni di guerra non sono trasmissibili per successione ereditaria, ma sono reversibili ai superstiti qualora risultino a carico del dante causa alla data del decesso. La reversibilità segue uno specifico ordine di priorità previsto dalla normativa: coniuge superstite; figli minori di anni 21, figli studenti universitari fino a 26 anni, maggiorenni inabili in condizioni economiche disagiate.
Gli importi delle pensioni di guerra vengono aggiornati annualmente secondo l’indice ISTAT.
Per il 2025 è stato previsto l’adeguamento automatico del 4,49%.
Questi gli importi mensili dei trattamenti pensionistici di guerra diretti e indiretti vigenti.
Tali importi possono essere maggiorati da indennità aggiuntive, tra cui: indennità speciale mensile, indennità di assistenza continuativa, maggiorazioni per superinvalidità (es. cecità, amputazioni, paralisi).