Il 2025 sarà un anno cruciale per il sistema previdenziale, con riforme che si preannunciano in grado di modificare sostanzialmente le attuali modalità di calcolo e distribuzione delle pensioni. Innanzitutto, ci saranno aggiornamenti sugli importi minimi garantiti, che potrebbero aumentare per rispondere all’aumento del costo della vita e per migliorare il tenore di vita dei pensionati. In aggiunta ai cambiamenti degli importi minimi, ci saranno anche aggiornamenti sui requisiti di accesso alla pensione. La legge prevede un innalzamento dell’età pensionabile in linea con l’aspettativa di vita, ma sono in fase di studio anche soluzioni più flessibili che permettano un’uscita anticipata dal mondo del lavoro per alcune categorie di lavoratori. Ad esempio, chi svolge professioni considerate usuranti potrebbe beneficiare di misure speciali che consentano di ritirarsi prima senza penalizzazioni significative.
Secondo le prime indiscrezioni, gli importi delle pensioni minime potrebbero essere aumentati, garantendo un miglioramento del reddito per molti pensionati. Inoltre, si prevede un ricalcolo delle pensioni in base ai nuovi coefficienti di trasformazione che terranno conto dell’aspettativa di vita al momento del pensionamento.
Si ipotizza l’aumento delle pensioni minime a circa 600 euro mensili.
Le pensioni di vecchiaia, che attualmente si attestano sui 1.000 euro, potrebbero vedere un incremento di circa il 3-4%, portando l’importo medio a 1.050 euro mensili.
Le pensioni di invalidità e quelle per i superstiti, invece, potrebbero beneficiare di incrementi più significativi, fino al 10%, per garantire un sostegno adeguato a chi vive in situazioni economiche difficili.