Stante il fatto che l'indennità previdenziale è in genere corrisposta ai lavoratori dipendenti quando un evento di malattia ne determina l'incapacità temporanea al lavoro nella mansione specifica.
La circolare 57 del 2025 l'Inps ha fornito delle linee guida ben precise a riguardo, stabilendo che i pensionati che riprendono l'attività lavorativa con un lavoro subordinato potranno beneficiare dell'indennità di malattia.
Le disposizioni vigenti, spiega l'ente, consentono ai titolari di un trattamento pensionistico di iniziare un nuovo rapporto di lavoro dipendente, sia pure con limitazioni dovute al regime di incumulabilità, assumendo così lo status di pensionato lavoratore.
Per i lavoratori dipendenti che risultano già titolari di un trattamento pensionistico, non sussiste alcuna deroga al generale obbligo di versamento della contribuzione per malattia che, pertanto, rimane un onere a carico del datore di lavoro.
Sulla base delle norme vigenti, quindi, l'indennità va riconosciuta anche ai pensionati che avviano un nuovo lavoro dipendente: questa forma di retribuzione ha la funzione di compensare il mancato guadagno in caso di malattia, che si verifica anche qualora, pur continuando a percepire il suo assegno previdenziale, il pensionato perda la fonte di reddito aggiuntiva connessa alla nuova attività lavorativa.