La deontologia comprende i principi base per fare informazione responsabile. La deontologia del giornalista è un insieme di regole non raccolte in un unico codice, ma frammentate nelle legislazioni dei diversi Paesi e degli organismi sovranazionali. Essa esprime i diritti e i doveri del giornalista in relazione a quelli del “cliente”, ossia ogni cittadino desideroso di informarsi sulla verità dei fatti.
I valori fondamentali della deontologia sono racchiusi nel concetto di libertà di espressione. La libertà di espressione “passiva” riguarda strettamente lo svolgimento della professione giornalistica perché, quando l’attività informativa è esercitata come professione, da diritto diventa un dovere.
Infatti, quello che per il cittadino è la libertà di espressione passiva, ossia il diritto ad essere informato, per il giornalista diventa il dovere di informare correttamente i propri lettori.
Su questo punto cardine della deontologia, il diritto del lettore a conoscere la verità, la “Risoluzione sull’etica del giornalismo” dell’assemblea del Consiglio d’Europa, n. 1003, del 1/7/1993, ha dichiarato che «L’informazione costituisce un diritto fondamentale che spetta ai cittadini che possono pretendere che l’informazione fornita dal giornalista sia trasposta fedelmente nelle notizie e commentata con lealtà, senza ingerenze esterne da parte di pubblici poteri o di soggetti privati».
Dunque la deontologia del giornalista, nella società occidentale, a livello dei suoi più importanti organismi internazionali, tutela tutti i diritti del cittadino riguardo la libertà di espressione, nel senso più ampio del termine, facendosi garante della divulgazione della verità.
La deontologia assume contorni nuovi: il giornalista si mette nei panni del lettore e lo conduce nell’esplorazione delle tematiche trattate.