L’azienda successivamente viene rimborsata dall’INPS attraverso il conguaglio di altri contributi dovuti.
La misura del trattamento di integrazione salariale è pari all’80% della retribuzione globale che sarebbe spettata per le ore che invece non sono state prestate.
Questo importo è soggetto a un massimale, ossia non può superare una certa soglia anche se l'80% dell'importo dello stipendio risulterebbe più alto.
Per i trattamenti decorrenti dal 1 gennaio 2022 è stato eliminato l’importo più basso ed è rimasto solo il massimale di 1.199,75 che si applica alle retribuzioni superiori a 2.148,74 euro.
Al netto l’importo della cassa integrazione non può superare i 1.124,09 euro.
Nel caso di particolari difficoltà finanziarie dell’azienda l’inps una volta accertata la situazione può pagare direttamente i lavoratori, compresi gli assegni familiari se previsti.
Nel caso di cassa integrazione straordinaria il pagamento diretto viene autorizzato direttamente dal Ministero del lavoro.