Quando il contratto di affitto è scaduto e l'inquilino non lascia la casa, il proprietario cosa può fare. Innanzitutto, serve sapere che, nel linguaggio giuridico, si parla di “locazione”. Secondo il codice civile, la locazione è quel contratto con cui una parte si obbliga a far godere all'altra parte l'immobile per un certo periodo di tempo e dietro il pagamento di un canone. Tra gli obblighi del conduttore c'è il dovere di riconsegnare la cosa locata alla fine del rapporto. Quando siamo in presenza di un regolare contratto di locazione, alla sua scadenza, se l'inquilino non va via dall'immobile, il proprietario potrà rivolgersi al giudice, avviando la procedura di sfratto per finita locazione.
Il giudice si pronuncia sulla base di un accertamento fatto in modo meno approfondito. Al conduttore sarà notificata un'intimazione a lasciare libero l'appartamento, con la citazione per la convalida. Con l'ordinanza di convalida, il giudice stabilisce la data di rilascio dell'immobile, fissando una data per l'esecuzione della liberazione dell'appartamento.
Inoltre, è pronunciata anche la condanna alle spese nei confronti dell'inquilino. Il proprietario può denunciare l'inquilino che non esce dall'immobile anche dopo la fine della locazione. Il codice penale punisce la condotta di chi invade illegalmente la proprietà di altri al fine di occuparla o di trarne profitto. Tecnicamente, si parla di invasione di terreni o edifici. In realtà, la possibilità di querelare l'inquilino non è così scontata.
Infatti, anche recentemente, la Cassazione ha sottolineato che il reato c'è quando un soggetto si introduce in un immobile altrui di cui non ha possesso o detenzione.
Nel dubbio, è meglio che il proprietario non agisca per risolvere la questione da sé. Il rischio è quello di commettere il reato di esercizio abusivo delle proprie ragioni.