Dopo avere firmato il preliminare la parte venditrice cambia idea e vende ad un terzo.
Con il preliminare registrato lo può fare senza problemi, con il preliminare trascritto è invece impossibilitato, perché l’immobile risulta già bloccato nei Registri Immobiliari.
La parte venditrice è in lite con un ex cliente, un fornitore, un vicino di casa, l’ex-coniuge che rivendicano dei soldi e trascrivono un’azione giudiziaria sull’immobile.
L’azione giudiziaria “vince” sul preliminare registrato ma si deve fermare contro quello trascritto e nelle due ipotesi la differenza per l’acquirente è non banale: con il preliminare registrato dovrà aspettare che le parti si accordino, con il preliminare trascritto potrà andare a rogito serenamente.
La parte venditrice non ha pagato le tasse o ha un debito con qualcuno e viene iscritta ipoteca sull’immobile (o trascritto pignoramento giudiziale).
Se il preliminare è registrato l’acquirente dovrà solo sperare che il venditore paghi, se è trascritto il tutto gli è irrilevante perché il suo immobile è già bloccato nei Registri Immobiliari.
La parte venditrice cambia idea e non vuole più vendere.
Solo con il preliminare trascritto si ha diritto ad ottenere un provvedimento dell’Autorità Giudiziaria che dia comunque efficacia al trasferimento della proprietà.
Ovviamente, in tutti i casi di cui sopra l’acquirente può sempre decidere di non procedere all’acquisto e di ritenere il venditore indempiente chiedendo il doppio della caparra (o anche banalmente chiedendo la restituzione di quanto anticipato).
Ma un venditore che ha venduto ad altri o ha subito un pignoramento perché non ha soldi.. sarà mai in grado di rimborsare quanto ricevuto?
Ovviamente no, ed ecco che l’unica strada rimane quella giudiziaria, con un processo civile nella speranza di ottenere quanto già sborsato (e nel mentre però pagare le spese di giudizio e dei legali), sapendo che nel 2023 in Italia occorrono: giorni per ottenere una sentenza civile di primo (primo) grado (poi c’è l’appello, e poi la Cassazione).
Nel mentre l’inflazione non si ferma e quella caparra versata centinaia di giorni prima vale sempre meno.