Sicurezza e salute della madre lavoratrice: il datore di lavoro ha l’obbligo di rispettare i divieti imposti alla madre lavoratrice che le permettono di continuare a svolgere la sua mansione senza mettere a rischio la salute propria e del suo bambino.
Le tutele si applicano in caso di lavori pericolosi e di fatica, ma anche per orari di lavoro notturni.
L’attuazione delle tutele avviene tramite la modifica delle mansioni ed eventuale spostamento.
L’inosservanza di queste tutele da parte del datore è punibile con l’arresto fino a 6 mesi.
Congedo di maternità: si tratta di un periodo di astensione obbligatoria dal lavoro riconosciuto durante la gravidanza e il puerperio per un totale di 5 mesi, con possibilità di scelta se astenersi dal lavoro nei due mesi precedenti la data presunta del parto e i tre mesi dopo il parto; oppure astenersi nel mese precedente al parto e nei 4 mesi successivi; lavorare fino al parto e fruire del congedo nei 5 mesi successivi, purchè il medico specialista e il medico competente sulla salute nei luoghi di lavoro attestino che tale scelta non danneggi la salute della madre e del nascituro.
Indennità di maternità: per il periodo del congedo di maternità è prevista un’indennità giornaliera pari all’80% della retribuzione per l'intero periodo del congedo di maternità stesso.
Congedo parentale: in sintesi è l’astensione facoltativa dei genitori per un periodo di massimo 10 mesi, elevabili a 11 se il padre lavoratore si astiene dal lavoro per un periodo, continuativo o frazionato, di almeno tre mesi.
nei primi 12 anni di vita del bambino, retribuito al 30% della retribuzione.
Il congedo parentale può essere richiesto dalla madre e dal padre lavoratore per un periodo continuativo o frazionato di massimo 6 mesi.
Per il padre lavoratore dipendente, i mesi possono diventare 7 in caso di astensione dal lavoro per un periodo di almeno tre mesi.
La Legge di Bilancio 2023 ha introdotto alcuni interventi mirati per i congedi parentali.
Permessi di riposo: per le mamme lavoratrici dipendenti, o in alternativa per i padri, sono previsti dei periodi di riposo per l’allattamento.
Congedo per malattia del figlio: i genitori hanno diritto ad astenersi dal lavoro per tutta la durata della malattia del figlio fino ai suoi 3 anni.
Dai 3 agli 8 anni del figlio l’astensione è di massimo 5 giorni l’anno.
Il congedo per malattia del figlio non è retribuito.