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Cosa si può fare se un erede non vuole firmare la successione?

Flavio Marini
Flavio Marini
2025-10-02 05:44:22
Numero di risposte : 21
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Secondo la normativa vigente, gli eredi hanno l’obbligo di presentare la dichiarazione di successione entro 12 mesi dalla morte del de cuius. Tuttavia, la legge consente che venga presentata anche da un solo erede, senza il consenso degli altri. Per risolvere i conflitti tra eredi esistono diverse opzioni: 1. negoziazione assistita: gli avvocati degli eredi tentano un accordo stragiudiziale, utile a evitare il contenzioso; 2. mediazione obbligatoria: è un passaggio necessario prima di agire in giudizio; 3. divisione giudiziale: se mediazione e negoziazione falliscono, un erede potrà rivolgersi al Tribunale per sciogliere la comunione ereditaria. L’erede che presenta la dichiarazione deve anticipare le imposte dovute, poiché il sistema informatico prevede l’addebito su un solo conto, generalmente intestato a chi firma la dichiarazione. Tuttavia, chi sostiene la spesa ha diritto a ottenere il rimborso pro quota dagli altri coeredi.
Mietta Pagano
Mietta Pagano
2025-09-18 04:23:24
Numero di risposte : 18
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Se un erede non vuol firmare l’atto di vendita, tale vendita non può essere eseguita e tutto si blocca. La soluzione a questi problemi passa dal tribunale: bisogna cioè ricorrere al giudice, instaurando un procedimento di divisione giudiziale. L’ art. 173 comma 1 del C.C. specificamente per le comunioni ereditarie, dispone che «i coeredi possono sempre domandare la divisione» al giudice. Ciascuno dei partecipanti può sempre domandare lo scioglimento della comunione. Nei casi in cui è impossibile raggiungere un accordo sulla divisione, ciascun condividente può proporre una domanda di divisione, indipendentemente dalla volontà degli altri condividenti. La domanda di divisione giudiziale va proposta con atto di citazione nei confronti di tutti gli eredi o comproprietari.

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Ernesto Mazza
Ernesto Mazza
2025-09-18 03:46:28
Numero di risposte : 26
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La legge consente di rivolgersi al giudice per sbloccare la situazione. Ogni coerede, indipendentemente dalla quota spettante, può in qualsiasi momento rivolgersi al Tribunale per ottenere la divisione dei beni ereditari e lo scioglimento della comunione. Dal 20 settembre 2013, è obbligatorio tentare un procedimento di mediazione davanti a un organismo riconosciuto dal Ministero della Giustizia con l’assistenza di un avvocato prima di avviare una causa di divisione. Se non viene tentata la mediazione e si avvia la causa, il Giudice può dichiarare la non procedibilità della stessa alla prima udienza. Se la mediazione fallisce, la richiesta di divisione giudiziale può essere presentata in qualsiasi momento, anche molti anni dopo l’apertura della successione. Dopo il tentativo di mediazione fallito, il coerede deve rivolgersi al Tribunale del luogo dove si è aperta la successione. La domanda di divisione si presenta al Tribunale con un atto di citazione redatto da un avvocato. La divisione può essere anche a domanda congiunta presentata da tutti i coeredi.