Rifiutare trasferte e straordinari, regolarmente e congruentemente retribuiti con maggiorazione, in determinati casi di necessità, può portare al licenziamento.
Sottrarre o usare strumenti aziendali a uso personale è per legge considerato motivo di licenziamento per giusta causa.
Concorrenza sleale, come fornire informazioni sensibili ad aziende concorrenti o clienti, o svolgere lavori al di fuori del proprio orario di lavoro in conflitto con il business aziendale, è motivo di licenziamento in tronco.
Assenze senza preavviso, per più giorni, causando contrattempi al regolare svolgimento delle attività aziendali, è a tutti gli effetti causa di licenziamento per giusta causa.
Insubordinazione, come non rispettare orari, scadenze, compiti e responsabilità, disattendere le disposizioni gerarchiche e ogni altro comportamento che mina la catena di responsabilità e comando, è motivo di licenziamento per giusta causa.
Ingiuria, come screditare l’azienda, il management o i colleghi, anche per mezzo dei social network, può essere motivo di licenziamento se si travalica il diritto di critica.