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Cos'è il concordato preventivo?

Pericle Benedetti
Pericle Benedetti
2025-10-21 02:03:26
Numero di risposte : 21
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Il concordato preventivo è uno strumento disciplinato dal Codice della Crisi d’Impresa e dell’Insolvenza, che permette alle aziende in difficoltà finanziaria di evitare la liquidazione giudiziale e tentare di risanare la propria situazione economica. Questa procedura concorsuale consente all’imprenditore di proporre ai creditori un piano di ristrutturazione del debito, che può prevedere il pagamento parziale delle somme dovute o un piano di rientro dilazionato nel tempo. L’obiettivo del concordato preventivo è, solitamente, di favorire la continuità aziendale e garantire la migliore soddisfazione possibile dei creditori: l’imprenditore mantiene la gestione dell’azienda, ma sotto il controllo del Tribunale e di un commissario giudiziale nominato per verificare la correttezza della procedura. Esistono diverse tipologie di concordato preventivo: Concordato in continuità: l’azienda prosegue l’attività economica, garantendo così il mantenimento dei posti di lavoro e il progressivo rientro dai debiti. Concordato liquidatorio: prevede la vendita del patrimonio aziendale per distribuire il ricavato ai creditori, a condizioni che dovranno essere verificate come più vantaggiose rispetto all’alternativa della liquidazione giudiziale.
Rosalino De rosa
Rosalino De rosa
2025-10-20 23:39:59
Numero di risposte : 23
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Il concordato preventivo è un mezzo di soddisfacimento delle ragioni dei creditori che si differenzia dal fallimento in quanto si svolge in luogo di esso, impedendone la dichiarazione e le conseguenze di ordine personale e patrimoniale. Consiste in un accordo tra l’imprenditore e la maggioranza dei creditori finalizzato a risolvere la crisi aziendale, evitando il fallimento mediante una soddisfazione, anche parziale, delle ragioni creditorie. Il concordato preventivo trova oggi la sua disciplina negli artt. 160 – 186 della Legge Fallimentare del 1942 con le modifiche introdotte dal c.d. “Decreto competitività” (convertito poi nella L. 14 maggio 2005, n. 80), dal c.d. “Decreto correttivo” (D.Lgs. 12 settembre 2007, n. 169 ) e con le modifiche introdotte dalla legge n. 98/2013 e dalla legge n. 9/2014. La procedura di concordato inizia con la domanda di ammissione, che consiste in un ricorso, sottoscritto dall’imprenditore (o debitore) e diretto al Tribunale di Caltanissetta, luogo in cui si trova la sede principale dell’impresa. Il debitore deve presentare con il ricorso: una aggiornata relazione sulla situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’impresa; uno stato analitico ed estimativo delle attività e l’elenco nominativo dei creditori, con l’indicazione dei rispettivi crediti e delle cause di prelazione; Il piano di risanamento deve essere accompagnato dalla relazione di un professionista in possesso dei requisiti di cui all’art. 28 L.F. per poter esercitare la funzione di curatore che attesti la veridicità dei dati aziendali e la fattibilità del piano medesimo.
Nico De Santis
Nico De Santis
2025-10-20 23:15:08
Numero di risposte : 35
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È una procedura di accordo tra l’imprenditore e la maggioranza dei creditori, finalizzato a risolvere la crisi aziendale e ad evitare il fallimento e le sue conseguenze di ordine personale e patrimoniale mediante una soddisfazione, anche parziale, delle ragioni creditorie. Normativa Legge Fallimentare (R.D. 16 marzo 1942, n. 267 e successive modificazioni ed integrazioni), artt. 160 e segg. L’imprenditore commerciale non piccolo (ex art. 1 L.F.) che si trova in stato di crisi, ovvero non ancora pervenuto nella più grave situazione di insolvenza. Deve essere presentata istanza, in carta libera e sottoscritta dall’imprenditore, presso il Tribunale del luogo in cui si trova la sede principale (centro di direzione e amministrazione) dell’impresa.