Cosa succede se apri Partita IVA e non fatturo niente?
Pierfrancesco Sartori
2025-11-21 13:31:09
Numero di risposte
: 20
Se sei un libero professionista o titolare di partita IVA in regime forfettario, potresti chiederti: posso mantenere la Partita IVA aperta senza fatturare.
Sì, puoi mantenere la partita IVA aperta anche se non generi ricavi, a patto che non interferisca con un’eventuale assunzione come dipendente.
Imposte: nel regime forfettario si pagano solo sul reddito generato.
Se i ricavi sono zero, l’imposta sostitutiva sarà zero.
Contributi INPS gestione separata: calcolati come percentuale dei ricavi; quindi, se non fatturi, non sono dovuti contributi.
Anche senza fatturazione, rimane l’obbligo di presentare la Dichiarazione dei Redditi e compilare la sezione relativa alla partita IVA, oltre agli adempimenti formali come la tenuta dei registri contabili.
Se la mancata fatturazione si prolunga a lungo, valuta la chiusura della partita iva per evitare sanzioni o revoca per inattività.
Mantieni aggiornata la tua contabilità, anche con ricavi zero, per evitare problemi con l’Agenzia delle Entrate.
Mantenere la Partita IVA aperta senza fatturato è possibile, ma richiede attenzione agli obblighi fiscali e previdenziali.
Eliziario Pellegrino
2025-11-16 09:15:04
Numero di risposte
: 21
Se con la tua Partita IVA non incassi nulla, su quell’anno le tue tasse saranno pari a 0€.
Indipendentemente dal regime fiscale che adotti, infatti, le tasse vengono calcolate in percentuale sugli incassi che ottieni.
Quindi se non incassi nulla, qualunque percentuale calcolata su 0€ darà risultato 0€.
A seconda della tua tipologia di attività, potresti comunque dover sostenere dei costi.
Se sei un libero professionista senza cassa, sei iscritto alla gestione separata INPS e i cui contributi si calcolano esclusivamente applicando la percentuale del 26,07% sull’importo degli incassi.
Quindi se l’importo incassato è pari a 0€ pagherai 0€.
Se sei titolare di una ditta individuale devi pagare: diritto camerale annuale, da 53€ a 120€ a seconda della tua attività, da versare obbligatoriamente per mantenere attiva e in regola la tua iscrizione alla camera di commercio.
Anche se non incassi nulla, dovrai inviare la tua dichiarazione fiscale, puoi farlo in autonomia o affidarti ad un esperto come il commercialista.
In quel caso, dovrai pagare il compenso al professionista.
Moreno Colombo
2025-11-10 04:40:27
Numero di risposte
: 35
Se hai la Partita IVA aperta ma non la utilizzi, si dice che è inattiva.
Dopo tre anni che la Partita IVA risulta inattiva, riceverai una comunicazione dall’agenzia delle entrate che poi la chiuderà d’ufficio.
Se rispondi a quella comunicazione, puoi comunque mantenere aperta la tua attività.
Se la tua Partita IVA è inattiva, puoi avere alcuni costi a seconda della tua tipologia di attività.
Se sei un libero professionista senza cassa non hai costi fissi.
Se sei un libero professionista con cassa professionale, devi pagare i contributi minimi obbligatori.
Se sei titolare di una ditta individuale avrai dei costi fissi, che sono circa 4.500€ all’anno.
A volte, mantenere la Partita IVA inattiva è più conveniente di chiuderla.
Luisa Coppola
2025-10-28 09:07:28
Numero di risposte
: 20
Anche se il guadagno della partita iva è zero, occorrerà sempre: presentare la dichiarazione dei redditi annuale, anche se fatturi zero;
tenere la contabilità (i cui costi dipendono dal commercialista che si occupa degli adempimenti e dal regime fiscale che hai scelto);
versare i contributi INPS ovvero i contributi alla propria cassa di previdenza se esiste (attenzione, i professionisti iscritti alla Gestione Separata Inps che non hanno fatturato non hanno l’obbligo di versare i contributi INPS);
versare il diritto camerale per coloro che sono iscritti alla CCIAA o eventuali quote di iscrizione annuale all’albo di appartenenza;
considerare gli costi accessori che dipendono dal tipo di attività esercitato.
Ditta individuale:
ogni attività ha “costi fissi” che comunque devono essere versati a prescindere da quello che sarà il fatturato della neo attività.
E più precisamente:
Diritto annuale Camera di Commercio di circa 56 euro – solo per le Ditte individuali
Contributi fissi INPS sul minimale pari ad euro 3.599,03 euro per un utile fino ad euro 15.548.
Per coloro che si accingono ad avviare una nuova attività come liberi professionisti i “costi fissi” sono legati esclusivamente all’appartenenza ad uno specifico ordine professionale ovvero ai contributi fissi dovuti alla Cassa di appartenenza (ad esempio un consulente aziendale non avrà alcuna spesa fissa né per l’iscrizione ad albi né per i contributi previdenziali essendo assoggettato alla gestione separata INPS che non prevede contributi fissi bensì un contributo a percentuale calcolato sul reddito).
Nel momento in cui viene aperta una partita IVA occorre comunque presentare tutte le dichiarazioni fiscali obbligatorie come ad esempio il modello UNICO al fine di evitare salate sanzioni.
Giacinto Palumbo
2025-10-28 07:08:46
Numero di risposte
: 36
Se non si generano ricavi con la Partita iva, non ci saranno tasse da pagare per quell’anno.
Di conseguenza, se i ricavi sono pari a zero, anche le tasse saranno pari a zero.
Non saranno dovuti contributi alla Gestione Separata INPS se non ci sono incassi.
Anche senza fatturazione, è necessario presentare la Dichiarazione dei Redditi.
È necessario compilare la sezione relativa alla propria attività e rispettare gli obblighi formali.
La tenuta dei registri contabili e la presentazione del modello Unico sono obbligatorie.
Se la mancata fatturazione dovesse protrarsi a lungo, potrebbe essere opportuno valutare la chiusura dell’attività.
Leggi anche
- Quali tipi di tutele ha il lavoratore autonomo presso l'Inail?
- Quali sono gli obblighi fiscali per i lavoratori autonomi in Italia?
- Cosa si intende per lavoratori autonomi?
- Cosa cambia tra ditta individuale e lavoratore autonomo?
- Come funziona la malattia per chi ha la partita IVA?
- Quante tasse si pagano su un utile di 50.000 euro?