Con la definizione reverse logistic, che in italiano possiamo tradurre con l’espressione logistica di ritorno, si intende il processo opposto a quello della catena di distribuzione.
I flussi di materiali grezzi, semilavorati e prodotti finiti passano dal cliente finale fino al produttore/distributore o soggetto terzo adibito al recupero.
La logistica di ritorno quindi inizia dalla fine e permette di far guadagnare nuovo valore a prodotti che hanno esaurito il loro ciclo di vita.
Le attività tipiche della logistica di ritorno riguardano la gestione dei resi, ovvero il loro recupero e raccolta, il trasporto, la ricezione e lo smistamento del ritorno.
Il reso si origina nel momento in cui un bene non è conforme, è stato danneggiato nel trasporto o risulta difettoso.
I resi spesso sono ricollocati sul mercati secondari, smaltiti in discariche dedicate ma anche rigenerati.
Rigenerare beni o componenti ‘tornati indietro’ ha un vantaggio ambientale poiché evita lo sfruttamento di nuove risorse, ma permette anche di dare nuovo valore al prodotto, con l’ulteriore possibilità di immetterlo sul mercato.
Anche gli imballaggi possono essere soggetti al sistema di logistica di ritorno, con lo scopo di recuperarne i materiali e le componenti ancora funzionanti.
In questo modo sarà dunque possibile riciclarli e rimetterli a nuovo per il riutilizzo.