Le persone creative sono state per lungo tempo degli “esseri mitologici”, creature in grado di sfornare milioni di idee al minuto, energiche, entusiaste e piene di talento, capaci di catturare un’intera platea con la loro verve e la loro simpatia.
Alcune ricerche hanno dimostrato che le persone percepiscono un’idea come più creativa se la persona che l’ha generata corrisponde allo stereotipo dell’individuo creativo.
In realtà estroversi e introversi possono generare lo stesso numero di idee, solo che i primi lo fanno più velocemente, mentre i secondi hanno bisogno di più tempo per creare.
Gli estroversi preferiscono i brainstorming, perché sono un modo per “pensare ad alta voce” e condividere qualsiasi idea venga loro in mente.
Questo però non dà alla mente tempo a sufficienza per creare connessioni tra le idee, quindi capita che gli estroversi producano un numero impressionante di suggestioni che però poi non si traducono in reale creatività.
L’incubazione infatti richiede tempo, non è qualcosa che succede dalla sera alla mattina, e dobbiamo lasciare il tempo alle idee di attecchire, connettersi e farci arrivare al famoso “aha moment”.
Se a un introverso viene data l’opportunità di pensare a un problema “a modo suo”, in solitudine, prima di essere mandato in pasto a un brainstorming di gruppo, è altamente probabile che riuscirà a trovare nuove soluzioni, originali e innovative.
La creatività richiede coraggio ma puoi trovare il modo di esercitarla, qualunque sia la tua posizione nello spettro introversione/estroversione.
Il tuo super-potere come introverso è la capacità di ascoltare, ma anche quella di fare connessioni tra idee.
Puoi chiedere in anticipo l’argomento della riunione, in modo da poterci pensare su in solitudine e portarti avanti.
Puoi ad esempio essere quello che ascolta profondamente e fa le domande più pertinenti, per facilitare il processo di creazione di nuove idee negli altri.