Gli strumenti che possono essere adottati per combattere la perdita di biodiversità sono di tipo sia indiretto che diretto.
Gli interventi indiretti sono quelli che hanno l’obiettivo di ridurre le influenze negative esercitate dai fattori di perdita della biodiversità.
Rientrano in questa categoria il controllo delle emissioni di sostanze inquinanti o la tutela della qualità delle acque, ma anche in generale la diminuzione dei consumi e degli sprechi, la ricerca di fonti energetiche alternative ed ecologiche, la limitazione nella produzione e nell’uso di materiali sintetici che non riescono ad essere smaltiti dall’ambiente.
Gli interventi diretti sono invece quelli con cui si cerca di conservare direttamente le specie e gli ecosistemi.
In primo luogo vi sono le leggi e le norme, che per essere efficaci devono però essere continuamente rafforzate da un valido sistema di controlli, ed aggiornate alla luce di nuove problematiche come la diffusione di specie aliene e i cambiamenti climatici globali.
L’esempio forse più significativo di questo tipo di interventi è la creazione di aree naturali protette, il cui scopo principale è quello di preservare paesaggi, formazioni geologiche, flora, fauna, ambienti marini, ma soprattutto di sperimentare e promuovere modi diversi e più sostenibili di utilizzare le risorse naturali.
La Conferenza delle Parti ha redatto un Piano strategico di azioni per arrestare la perdita di biodiversità.
In particolare, era stato preso l’impegno di ridurre in modo significativo entro il 2010 il tasso di perdita della biodiversità, in modo da contribuire alla riduzione della povertà sulla Terra, che è collegata, tra l’altro, anche alla biodiversità.