Il principio generale che la normativa sembra voler seguire è quello della personalizzazione delle soluzioni adottate per favorire l'inclusione.
Non più soluzioni standardizzate, quindi, ma percorsi didattici calibrati sulle esigenze del singolo alunno.
Il fulcro delle riforme introdotte dal Decreto Inclusione è sicuramente il Piano Educativo Individualizzato.
La legge, infatti, prevede la redazione di un documento programmatico personalizzato per ogni studente con disabilità.
Al suo interno viene dettagliato il percorso inclusivo pensato per il ragazzo, che deve essere unico, non preimpostato ma costruito intorno alle sue esigenze specifiche.
Uno degli elementi più significativi contenuti all'interno del Piano Educativo Individualizzato è la quantificazione delle ore di sostegno riconosciute all'alunno.
La legge, infatti, proprio nell'ottica di una totale personalizzazione del percorso didattico, prevede che siano proporzionate al tipo di disabilità.
Per questa ragione, anche le famiglie saranno coinvolte nella loro definizione.
Il decreto prevede la formazione, a livello provinciale, di gruppi di lavoro formati da docenti esperti in materia di inclusione.
Ai Gruppi di Inclusione Territoriale spetterà, tra le altre cose, il compito di supportare le scuole nella costruzione del Piano Educativo Individualizzato e nell'applicazione del Piano per l'inclusione.
E saranno sempre i GIT a verificare la congruità delle richieste di sostegno inviate annualmente dai dirigenti scolastici agli uffici scolastici provinciali.
L'ultima importante novità su cui porre l'accento è la modifica della composizione delle commissioni mediche chiamate ad accertare la condizione di disabilità dello studente.
A farne parte saranno: Medico legale, Medico specialista in pediatria o neuropsichiatria, Medico specializzato nella patologia dell'alunno.