Potranno presentare domanda all’agevolazione gli operatori che esercitino attività di impresa nel settore turistico quindi: alberghi, ristoranti, alloggi destinati agli affitti brevi, campeggi, villaggi turistici, stabilimenti balneari, centri termali, ai parchi divertimento e agli operatori di conferenze, congressi e fiere.
Il decreto interministeriale prevederà cinque categorie di intervento: miglioramento di almeno due classi di efficienza energetica degli edifici; impianti destinati a ridurre o ad eliminare l’inquinamento; apparecchiature per la digitalizzazione degli edifici, in particolare per aumentarne la predisposizione all’intelligenza; costruzione e/o riqualificazione di nuovi impianti sportivi, wellness, centri congressi o strutture con l’obiettivo di elevare «la competitività della località sul mercato internazionale»; acquisto o sviluppo di programmi informatici, brevetti, licenze, know-how «volti a favorire la destagionalizzazione dei flussi turistici, la digitalizzazione dell’ecosistema turistico, le filiere turistiche, gli investimenti per il rispetto dei criteri ambientali, sociali e di governance (Esg) o il turismo sostenibile».
Gli investimenti dovranno prevedere un minimo di spesa pari ad 1.000.000 di euro fino a un massimo di 15.000.000, mentre il contributo previsto potrà arrivare arrivare fino al 30% delle spese ammissibili con un importo massimo di euro 4,5 milioni.
L’intervento, contenuto nella legge di bilancio 2025, prevede la concessione di agevolazioni finanziarie a sostegno degli investimenti privati al fine di sostenere lo sviluppo dell’offerta turistica sul territorio nazionale.
L’obiettivo è sostenere lo sviluppo dell’offerta turistica a livello nazionale, favorendo anche: la destagionalizzazione dei flussi turistici; la digitalizzazione dell’ecosistema turistico; le filiere turistiche; gli investimenti nel rispetto dei principi ESG; il turismo sostenibile.