Per poter accedere alla pensione di vecchiaia anticipata a causa di una malattia cronica, è necessario presentare una serie di documenti che attestino la gravità della condizione di salute e la percentuale di invalidità.
In particolare, la percentuale di invalidità deve essere pari o superiore all'80%.
L’INPS stabilisce le linee guida da osservare per l’accertamento degli stati invalidanti, il cui elenco viene reso disponibile alle commissioni incaricate di operare l’accertamento sulla gravità della malattia o della menomazione psico-fisica.
La legge prevede che il diritto alla pensione verrà acquisito con 6 anni di anticipo dagli uomini e 11 anni dalle donne.
Inoltre, non è sufficiente il requisito dell’invalidità in sé: ai fini del prepensionamento è necessario considerare l’invalidità cosiddetta “specifica”, ossia l’effettiva compromissione della capacità lavorativa del soggetto in relazione alla mansione da lui svolta.
A disporre questa misura è il Decreto legislativo n. 503 del 1992, mediante il quale viene offerta la possibilità di entrare in pensione anticipata a tutti coloro che, a causa delle sopraelencate patologie, abbiano subito una compromissione della propria capacità lavorativa pari o superiore all’80%.
Tuttavia, va precisato che, ai fini del prepensionamento, è necessario considerare l’invalidità cosiddetta “specifica”, ossia l’effettiva compromissione della capacità lavorativa del soggetto in relazione alla mansione da lui svolta.
In altre parole, va considerato quanto la sua patologia gli renda difficile, o addirittura impossibile, continuare a svolgere il proprio lavoro.
Il lavoratore che abbia versato almeno 5 anni di contributi, di cui 3 anni nel quinquennio precedente alla presentazione della domanda, potrà ricevere l’assegno ordinario di invalidità.
Inoltre, a partire dal 2024, per poter ricorrere all’Opzione donna, è necessario aver compiuto 61 anni di età ed aver versato, al 31 dicembre 2023, almeno 35 anni di contributi.
A tale misura possono accedere solo le donne che abbiano i requisiti appena esposti insieme ad altri, tra cui figura il possesso di una percentuale di invalidità pari ad almeno il 74%.
Infine, i soggetti con invalidità pari ad almeno il 74% e che abbiano versato 41 anni di contributi possono andare in pensione a qualsiasi età, purché abbiano versato i primi 12 mesi di contributi entro i 19 anni di età.