Per ridurre l’imposta di successione, conviene agire fin quando il defunto proprietario dei beni è ancora in vita.
Il de cuius potrà agire con donazione con riserva di usufrutto, cointestazione del conto corrente con gli eredi, sottoscrizione di una polizza assicurativa, acquisto di alcune tipologie di titoli.
La donazione con riserva di usufrutto significa privarsi della proprietà, ma potere ancora utilizzare l’immobile, continuando ad abitarci per il resto della propria vita o godendo degli eventuali frutti che produce.
Il vantaggio di questa operazione è che, una volta morto il de cuius, l’imposta di successione spettante agli eredi sarà calcolata sul valore della nuda proprietà e non su quello totale dell’immobile.
Con il decesso di uno dei titolari del conto cointestato, l’imposta di successione sarà calcolata soltanto sulla quota di denaro appartenente al defunto e non sul totale delle somme presenti sul conto stesso.
L’importo riscosso dalla compagnia assicurativa non rientra tra i beni in successione e quindi non viene conteggiato ai fini dell’imposta di successione.
Parte del patrimonio potrebbe essere investita in strumenti finanziari che normalmente non vengono inclusi tra i beni ereditati tassabili, come titoli di stato italiani, titoli di stato emessi dai Paesi dell’Unione Europea, titoli di debito pubblico, titoli emessi da organismi internazionali, buoni del tesoro, titoli di risparmio postale.