Quali sono gli obblighi di un imprenditore in crisi?
Tristano Silvestri
2025-11-05 09:13:15
Numero di risposte
: 24
Per l’imprenditore in crisi i doveri sono:
comportarsi secondo buona fede e correttezza
rappresentare la propria situazione all'esperto, ai creditori, ed agli altri soggetti interessati in modo completo e trasparente
gestire il patrimonio e l'impresa in crisi senza pregiudicare ingiustamente gli interessi dei creditori
partecipare personalmente agli incontri con l’esperto ed i creditori, fermo restando che può farsi assistere da consulenti
informare l'esperto sullo stato delle trattative che conduce senza la sua presenza
presentare eventuali osservazioni sull'indipendenza dell'esperto o sul suo operato, entro 3 giorni dalla comunicazione della convocazione, al Segretario generale della Camera di commercio
versare alla Camera di commercio i diritti di segreteria per la copertura delle spese della procedura della composizione negoziata
conservare la gestione ordinaria e straordinaria dell'impresa in crisi
gestire l'impresa in crisi in modo da evitare pregiudizio alla sostenibilità economico-finanziaria dell'attività, e nel prevalente interesse dei creditori, ferme restando le sue responsabilità
individuare la soluzione per il superamento della situazione di insolvenza
informare preventivamente l'esperto, per iscritto, del compimento di atti di straordinaria amministrazione, nonché dell'esecuzione di pagamenti che non sono coerenti rispetto alle trattative, o alle prospettive di risanamento
informare immediatamente l'esperto quando l’imprenditore in crisi compie un atto, nonostante il parere negativo dell’esperto
Ugo Gatti
2025-10-22 09:19:22
Numero di risposte
: 30
Secondo l’art. 3 del Codice della Crisi, l’imprenditore ha l’obbligo di adottare un assetto organizzativo, amministrativo e contabile adeguato alla natura e alle dimensioni dell’impresa, anche per: rilevare tempestivamente lo stato di crisi; assumere le iniziative necessarie per superarla.
In pratica, l’imprenditore (anche di una PMI) deve monitorare costantemente la sostenibilità dei debiti, la continuità aziendale e i flussi finanziari, adottando strumenti che consentano di individuare per tempo segnali di difficoltà.
Inadempienze a questi obblighi possono determinare: responsabilità civile verso creditori o soci; azione di responsabilità in caso di liquidazione giudiziale; perdita della protezione patrimoniale (soprattutto nelle s.r.l.).
Lo stato di crisi è definito come la probabilità di futura insolvenza.
Segnali tipici di crisi includono: ritardi nei pagamenti, anche degli stipendi; tensione di cassa; squilibri nei rapporti tra crediti e debiti; perdita della continuità aziendale (incapacità di operare nel medio termine).
Leggi anche
- Come uscire da una crisi di impresa?
- Quanto guadagna un gestore della crisi d'impresa?
- Quali sono gli strumenti di gestione della crisi d'impresa?
- Cosa fa un gestore della crisi d'impresa?
- Chi paga il gestore della crisi?
- Come diventare crisis manager?
- Quanto costa un avvocato per il sovraindebitamento?