Il 1 gennaio 2025 entrerà in vigore per tutti gli enti no profit la nuova normativa riguardante il regime IVA. In particolare si passerà dal regime di esclusione IVA a quello di esenzione. Con il nuovo regime, per queste attività sarà invece necessaria l’emissione di una fattura, anche se con IVA esente. Quindi si dovrà emettere fattura elettronica per: tutta l’attività statutaria svolta a pagamento a favore dei soci delle associazioni culturali, ricreative, sindacali, di categoria, assistenziali, di promozione sociale ecc….
Diversamente, il pagamento delle quote associative, le donazioni\contributi liberali e i contributi pubblici, restano escluse dal campo IVA, ed in questo caso si continua ad emettere semplice ricevuta.
Le associazioni che non hanno P Iva perché svolgevano esclusivamente la propria attività statutaria con i soci, dovranno ora aprire P Iva ed emettere fattura elettronica nei casi sopra indicati.
Passa invece dal regime di esclusione a quello di imponibilità IVA, la somministrazione di alimenti e bevande svolta dalle Associazioni di Promozione Sociale a favore dei propri soci.
Non cambiano invece i criteri di individuazione dell’attività commerciale svolta dagli enti no profit, cioè: tutta l’attività a pagamento che non rientra nell’ambito degli scopi statutari o nell’ambito della attività di interesse generale degli ETS, tutta l’attività a pagamento svolta con terzi non soci, la vendita di beni, i ricavi da sponsor e pubblicità ecc….
Il Decreto Legge Milleproroghe, approvato il 9 dicembre 2024 dal Consiglio dei Ministri, prevede lo slittamento al 2026 dell'entrata in vigore del nuovo regime IVA per gli enti associativi. Conseguentemente, la disciplina descritta di seguito, entrerà in vigore non il 1 gennaio 2025, ma il 1 gennaio 2026.