La riforma tributaria è un manovra o complesso di azioni di modifica al sistema fiscale, effettuato al fine di adeguare la raccolta del gettito tributario al mutato contesto economico, giuridico o sociale. Gli interventi possono investire l’apparato amministrativo, i presupposti sui quali indirizzare il prelievo, ovvero le aliquote impositive.
Le riforme tributarie in Italia sono state numerose, ad esempio un primo intervento di riforma è quello attuato dalla l. 25/1951, approntato dall’allora ministro per le Finanze E. Vanoni.
Con tale provvedimento normativo si prevedeva l’obbligo di presentare una dichiarazione annuale per tutti i redditi percepiti, rafforzando il sistema sanzionatorio nelle ipotesi di omessa dichiarazione.
La riforma prevedeva, inoltre, l’abbassamento delle aliquote e la possibilità di condonare le irregolarità pregresse, al fine di far emergere il reddito effettivo di tutti i contribuenti.
Un elemento cruciale era inoltre rappresentato dalla tipologia di prelievo, prevalentemente basata sui tributi locali, circostanza che complicava la predisposizione di una politica economica nazionale.
I lavori della Commissione confluirono quindi nella l. delega 875/1971, che ha delineato l’attuale sistema fiscale.
L’intervento di riforma abrogò una moltitudine di tributi, non più coerenti con il contesto economico e sociale, riorganizzando il prelievo attorno a un nucleo essenziale di imposte raccolte a livello centrale.
Il d. legisl. 446/1997 ha provveduto a sostituire l’ILOR con l’Imposta Regionale sulle Attività Produttive e il d. legisl. 334/2003 ha sostituito l’IRPEG in favore dell’imposta sul reddito delle società.
Per quanto attiene l’organizzazione dell’apparato amministrativo tributario, questo è stato profondamente riformato con il d. legisl. 300/1999, riconducendo l’attività di accertamento, la riscossione e quella del contenzioso nelle competenze dell’Agenzia delle entrate.
Si può evidenziare, infine, come, a partire dagli ultimi anni 1990, sia stata ribaltata la concezione della riforma t. Cosciani-Visentini, che attribuiva in via esclusiva la responsabilità impositiva allo Stato centrale.