La legge n. 109/96 per il riutilizzo pubblico e sociale dei beni confiscati alle mafie compie ventitré anni.
Dal 7 marzo del 1996 la restituzione alla collettività delle ricchezze e dei patrimoni sottratti alle organizzazioni criminali è diventata un'opportunità di impegno responsabile per il bene comune.
La dimensione etica dei percorsi scaturiti dalle esperienze di riutilizzo per finalità sociali si trova, infatti, nella corresponsabilità che ha trasformato quei beni da esclusivi a beni condivisi.
Numeri che dimostrano come questo strumento così importante nel contrasto culturale e sociale alle mafie ed alla corruzione, abbia generato un moltiplicatore di iniziative per la promozione educativa, la creazione di forme di economia solidale e di lavoro degno e per l'accoglienza delle persone più fragili ed emarginate.
Complessivamente secondo i dati dell'Agenzia nazionale per l'amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata sono 15.565 i beni immobili destinati ai sensi del Codice antimafia e sono invece in totale 16.874 gli immobili ancora in gestione ed in attesa di essere destinati.
Dalla ricerca si evidenziano i risultati positivi della legge n.109/96 oggi sempre di più presa a modello da diversi Paesi europei e dell'America Latina.
Ma per risolvere le criticità che ancora rallentano oppure ostacolano la destinazione dei beni per le finalità istituzionali e sociali risulta necessario un cambio di passo, a partire dal rafforzamento della capacità di gestione da parte delle Amministrazioni statali, regionali e comunali, aumentando senza ritardi il personale e le professionalità dell'Agenzia nazionale.
Nel 23° anniversario della legge n.109/96 auspichiamo, infine, la concreta attuazione della strategia nazionale di valorizzazione pubblica e sociale dei beni confiscati attraverso le politiche di coesione, dei provvedimenti a tutela dei lavoratori delle aziende sequestrate e confiscate e l'effettiva estensione della confisca e del riutilizzo sociale dei beni tolti ai corrotti ed alla criminalità economica e finanziaria.