Il tuo tirocinante ha appena varcato la soglia dell’attività dove inizierà il suo periodo formativo, e tu pretendi che svolga già in autonomia le sue mansioni.
Deve imparare, e tu devi essere in grado di insegnarli.
Una cosa che devi sempre tenere presente, è che il tirocinante ha bisogno di imparare: se no, non sarebbe un tirocinante, e l’avresti assunto con un regolare contratto di lavoro.
Fornisci delle slide, fissa dei momenti periodici one-to-one con lui, e istituisci dei momenti di formazione dedicata in azienda: assicurati che abbia del materiale su cui scrivere e che i momenti in questione rispondano a tutti i possibili dubbi che potrebbero sorgere.
La sua presenza è soprattutto funzionale all’apprendimento: questo non significa che sarà chiuso in una stanza a studiare, ma che dovrà comprendere chiaramente quali obiettivi deve raggiungere e cosa ci si aspetta da lui.
Un compito importantissimo, per il tirocinio e per la sua vita professionale: ascoltare e recepire.
Non dovrà ascoltare solo il tutor aziendale, ma tutte le voci con cui entra in contatto: la vita del tirocinante in azienda dovrà infatti comprendere la partecipazione a riunioni, incontri con partner e clienti, per immergere il giovane nell’azienda a 360 gradi.
Ascoltando capirà le gerarchie, a chi rivolgersi e per che cosa.
Si tratta di ascolto attivo, interattivo, e l’obiettivo dovrà sempre essere instaurare un dialogo con lui.
Immergere il tirocinante nell’autentica vita aziendale sarà formativo e utile per lui, ma anche per il tutor: potrà valutare ciò che il tirocinante ha appreso e come si relaziona in contesti sfidanti.
Una volta formata la persona, è giunto il momento di affidargli dei task, da gestire in totale o parziale autonomia.
Necessaria chiarezza sullo svolgimento e sulle tempistiche: non deve sentirsi sopraffatto.
Puoi affidargli parte di una mansione in collaborazione con te o con un altro membro del team, o l’intero svolgimento del compito: l’unica cosa importante è sappia esattamente cosa fare e cosa ci aspetta da lui.
Lo stagista sbaglierà, è inutile pensare che non accada.
Soprattutto all’inizio, se non ha mai svolto un determinato compito o utilizzato un particolare gestionale, la probabilità di andare incontro a un piccolo o grande errore è molto alta.
Fissare con lui alcuni incontri periodici è indispensabile, per fornire un feedback e monitorare i progressi e le eventuali difficoltà.
In ogni caso, non demoralizzarlo: è consapevole di aver sbagliato, l’importante è capire dove e come rimediare all’errore per fare in modo che non si ripeta.
Convertirai il suo contratto di tirocinio in assunzione?
Se lo farai, avrai diritto a sgravi contributivi molto interessanti.
Ma se, per motivi di organizzazione interna non sarà possibile, devi fare comunque in modo che l’esperienza sia stata altamente formativa per lui o lei.
Accogliere un tirocinante in azienda è utile anche all’azienda stessa: è possibile capire se le proprie strategie sono funzionali, e come il team si è interfacciato con una figura junior e inesperta.
E a margine, uno o una stagista può portare una visione fresca nell’ambiente: ecco perché la presenza dei giovani in azienda è assolutamente da valorizzare.
Abbiamo voluto trattare l’argomento in modo un po’ anomalo, un po’ per stimolare la riflessione, un po’ perché non esistono mansioni standard che un tirocinante deve svolgere: questi sono i punti essenziali del suo percorso di stage, e i task andranno calibrati sulla sua specifica personalità, esperienza e attitudine.