Per ridurre l’imposta di successione, conviene “giocare d’anticipo”, ossia: agire fin quando il c.d. de cuius (il defunto proprietario dei beni) è ancora in vita.
Per prima cosa è bene sapere che, qualora l’attivo ereditario sia inferiore a 100 mila euro e non comprenda diritti o beni immobiliari, gli eredi in linea retta non saranno tenuti a versare alcuna tassa di successione.
Il de cuius potrà agire con: Donazione con riserva di usufrutto; cointestazione del conto corrente con gli eredi; sottoscrizione di una polizza assicurativa; acquisto di alcune tipologie di titoli.
Una delle possibilità per ridurre il carico fiscale sulla successione dei beni immobili per gli eredi è quella di trasferire loro la nuda proprietà di un immobile, mentre il donante conserva il diritto di usufrutto.
Il vantaggio di questa operazione è che, una volta morto il de cuius, l’imposta di successione spettante agli eredi sarà calcolata sul valore della nuda proprietà e non su quello totale dell’immobile.
Si parla di conto cointestato quando il conto corrente è intestato a due o più persone.
In tal caso, il denaro ivi depositato spetta agli intestatari del conto in parti uguali fra loro.
Pertanto, con il decesso di uno dei titolari del conto, l’imposta di successione sarà calcolata soltanto sulla quota di denaro appartenente al defunto e non sul totale delle somme presenti sul conto stesso.
Ancora, sempre al fine di agevolare gli eredi, è possibile stipulare una polizza vita con una società assicurativa.
Il vantaggio è che l’importo riscosso dalla compagnia non rientra tra i beni in successione e quindi non viene conteggiato ai fini dell’imposta di successione.
Infine, parte del patrimonio potrebbe essere investita in strumenti finanziari che normalmente non vengono inclusi tra i beni ereditati tassabili.
In parole povere, essi sono esenti dall’imposta di successione e pertanto vanno a costituire una buona occasione di risparmio per i futuri eredi.
Tali strumenti finanziari sono: titoli di stato italiani; titoli di stato emessi dai Paesi dell’Unione Europea; titoli di debito pubblico; titoli emessi da organismi internazionali, come la Banca Europea; buoni del tesoro; titoli di risparmio postale.