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Quando è possibile il reintegro sul posto di lavoro dopo un licenziamento?

Maria Colombo
Maria Colombo
2025-08-31 17:57:38
Numero di risposte : 16
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Il reintegro sul posto di lavoro è possibile quando un giudice dichiara illegittimo un licenziamento, ovvero quando viene effettuato in violazione della legge e senza dei validi presupposti. Il reintegro è previsto solamente per i casi più gravi. La sentenza n. 7167/2019 della Cassazione ha allargato le ipotesi di utilizzo del reintegro. Il reintegro è previsto in presenza di licenziamento discriminatorio, verbale o per fatti insussistenti. Il licenziamento discriminatorio include motivi come l'appartenenza sindacale, la religione, la politica, il sesso, l'handicap, la lingua, la razza, l'età, la fruizione di congedi di maternità o paternità e il matrimonio. Il reintegro può essere richiesto dal lavoratore che ritiene di avere subito un'ingiustizia, inviando una raccomandata all'azienda entro 60 giorni dalla comunicazione ricevuta e depositando l'atto di ricorso in tribunale entro 180 giorni dal licenziamento.
Sesto Conti
Sesto Conti
2025-08-31 17:19:37
Numero di risposte : 19
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Il diritto al reintegro dipende dal tipo di violazione commessa dal datore di lavoro e dal numero di dipendenti dell’azienda. Aziende con più di 15 dipendenti (o più di 5 in ambito agricolo): Se il licenziamento è discriminatorio, nullo o privo di giusta causa o giustificato motivo, il lavoratore ha diritto al reintegro e al risarcimento del danno. Aziende con meno di 15 dipendenti: Il giudice può disporre la reintegrazione o, in alternativa, un risarcimento economico. Con la riforma del Jobs Act, per i lavoratori assunti dopo il 7 marzo 2015 con contratto a tutele crescenti, la reintegrazione è limitata ai casi di licenziamento nullo o discriminatorio. Negli altri casi, si prevede solo un’indennità economica proporzionata all’anzianità del lavoratore.