Le fonti del diritto italiano: le tipologie Vengono identificate come fonti del diritto tutti gli atti e i fatti dai quali traggono origine le norme giuridiche.
Le fonti di produzione sono costituite dall’insieme degli atti e dei fatti riconosciuti dal nostro ordinamento come idonei a produrre, modificare o estinguere norme giuridiche.
Immaginando una piramide, il vertice è rappresentato dalla Costituzione, nell’ambito della quale rientrano i principi supremi dell’ordinamento costituzionale (non modificabili), le consuetudini costituzionali e le leggi di revisione costituzionale.
Seguono nella piramide le fonti dell’Unione Europea, ossia i trattati istitutivi, i regolamenti, le direttive e le decisioni che occupano una posizione di supremazia rispetto alla legislazione ordinaria statale.
Il gradino immediatamente successivo è occupato dalle fonti dell’ordinamento statale, che comprende leggi ordinarie, atti aventi forza di legge, referendum abrogativi e regolamenti interni di organi costituzionali.
Oggi la classificazione è ben più ampia; in ordine di gerarchia ecco quali sono le fonti del diritto riconosciute dall’ordinamento italiano:
Costituzione
Fonti dell’Unione Europea
Fonti dell’ordinamento statale
Fonti regionali
Fonti locali
Fonti esterne all’ordinamento