Si parla di successione testamentaria quando il defunto ha redatto il testamento.
Il codice civile prevede tre modi per fare testamento: il testamento olografo, il testamento pubblico, il testamento segreto.
Il testamento olografo si scrive di proprio pugno e lo si conserva.
Il testamento pubblico viene dictato ad un notaio.
Il testamento segreto lo si scrive e poi lo si consegna al notaio.
Nel caso il de cuius non abbia fatto testamento, trova applicazione la successione legittima come disciplinata nel codice civile.
Una volta aperta la successione legittima, la legge stabilisce i criteri e i soggetti ai quali devono essere assegnati i suoi beni.
In particolare, il codice prevede che i beni di cui il defunto non abbia disposto si devolvono ai suoi eredi.
In linea generale, salvo diversa disposizione del defunto, l’eredità si devolve secondo un determinato ordine gerarchico che prevede come primi beneficiari il coniuge superstite, i discendenti, gli ascendenti, i collaterali, gli altri parenti dal terzo al sesto grado e, infine, lo Stato.
I congiunti più prossimi al defunto escludono quelli più lontani poiché il codice civile stabilisce che i beni si devolvono seguendo l’intensità del vincolo di parentela che unisce i congiunti al defunto.
Per quanto riguarda il coniuge superstite, il codice prevede che abbia diritto all’intera eredità in assenza di figli.
Con un solo figlio, metà dell’eredità va al coniuge e l’altra metà al figlio.
Nel caso di più figli l’eredità si divide in quote diverse: un terzo va al coniuge e due terzi ai figli.
Tutti i figli hanno gli stessi diritti di successione, per cui, anche se sono presenti ascendenti e fratelli del defunto, il coniuge superstite concorre con i genitori o con i fratelli soltanto in assenza di figli, ricevendo due terzi dell’eredità.
Il coniuge separato conserva tutti i diritti ereditari salvo il caso in cui sia stato addebitato ai sensi di legge.
Invece, in caso di divorzio l’ex coniuge perde il diritto a partecipare alla successione.
La successione legittima si apre anche quando il testatore menziona nel testamento alcuni beni senza disporne.