Per velocizzare la procedura di sfratto, il locatore può agire avviando una procedura di sfratto esecutivo, volta a tutelare i propri diritti ed interessi.
La strategia più opportuna per l'inquilino che si trova sotto convalida di sfratto è quella di cercare un accordo con il proprietario per la riconsegna volontaria dell'immobile.
La negoziazione può avere diversi effetti positivi, come la possibilità di concordare con il locatore il rilascio dell'abitazione in cambio della cancellazione del debito accumulato.
In questo modo, l'inquilino moroso eviterà di incorrere in azioni legali volte al recupero dei canoni non pagati.
L'accordo col locatore permette di trovare una soluzione più rispettosa per quanto riguarda l’abbandono dell'abitazione.
Il locatore può anche consultare preventivamente online il registro degli inquilini morosi per evitare di incappare in situazioni del genere e tutelarsi da conduttori poco raccomandabili.
La data di rilascio deve essere fissata entro 6 mesi dalla conferma dello sgombro o, in casi eccezionali, entro 12 mesi.
Di solito, quando si agisce in presenza di morosità, la data dell'esecuzione viene fissata entro 60-90 giorni.
In media, comunque, una procedura di questo tipo si risolve con la liberazione del locale in 6 mesi o 1 anno dal giorno dell'apertura del fascicolo.
Ci sono alcuni casi in cui può andare meglio con risoluzioni definitive in poche settimane.
L'udienza per la conferma può essere fissata entro 20 giorni dalla notifica dell'ordine di sfratto.
Se l'opposizione non è supportata da prove scritte, il Giudice può comunque confermare l'ordine di sfratto, quindi l'opposizione non impedirà l'allontanamento dall'immobile.