Non tutti gli invalidi possono accedere in anticipo alla pensione, ma soltanto coloro che possiedono i requisiti stabiliti dalla normativa per quest’agevolazione.
La risposta è che non tutti gli invalidi hanno diritto al pensionamento anticipato, ma il beneficio è riconosciuto a seconda della riduzione della capacità lavorativa, dell’età, del fondo di previdenza a cui si è iscritti e degli anni di contribuzione e assicurazione.
Gli invalidi superiori ai 2/3, la cui capacità lavorativa residua, dunque, è inferiore a un terzo, non possono pensionarsi in anticipo ma possono ottenere l’assegno ordinario d’invalidità, se iscritti presso una delle gestioni Inps.
Per i lavoratori che hanno una percentuale d’invalidità riconosciuta pari o superiore al 74%, invece, i benefici pensionistici riconosciuti sono diversi.
I lavoratori dipendenti del settore privato, se in possesso di un’invalidità pari o superiore all’80%, possono ottenere la pensione di vecchiaia anticipata.
Chi possiede un’inabilità assoluta e permanente a qualsiasi attività lavorativa ha diritto a ricevere immediatamente la pensione d’inabilità, se in possesso di almeno 5 anni di contributi, di cui 3 versati nell’ultimo quinquennio;
in caso contrario ha il diritto a ottenere la pensione per invalidi civili totali, se il reddito annuo non supera 16664,36 euro;
chi possiede un’inabilità a proficuo lavoro può ottenere, invece, la pensione d’inabilità se dipendente pubblico e in possesso di almeno 15 anni di servizio;
lo stesso trattamento può essere ottenuto dal dipendente pubblico che possiede un’inabilità alle mansioni: in questo caso, però, possono essere necessari almeno 20 anni di servizio, a seconda dell’ente da cui il lavoratore dipende;
inoltre, la pensione non può essere riconosciuta se è possibile adibire il lavoratore a mansioni equivalenti.