Per ottenere i benefici previsti dalla Legge 104, bisogna sottoporsi ad accertamenti medici per verificare i requisiti necessari ai sensi della legge.
La legge (L. n. 118 del 1971) stabilisce che l’invalidità viene riconosciuta a colui che ha una menomazione fisica, intellettiva e/o psichica che causa una permanente incapacità lavorativa non inferiore a un terzo.
In base alla percentuale di invalidità civile riconosciuta, si ha diritto a benefici sempre più importanti: fino al 33% di invalidità, non c’è beneficio; dal 33% al 73% di invalidità, vengono concesse assistenza sanitaria e agevolazioni fiscali; dal 66% di invalidità, è prevista l’esenzione dal pagamento del ticket sanitario; dal 74% al 100% di invalidità, vengono erogate prestazioni economiche, sotto la forma di pensione d’invalidità.
Le malattie invalidanti, che danno diritto alla Legge 104, sono quelle che determinano queste conseguenze: comportano una diminuzione della capacità lavorativa superiore al 75%; implicano un’invalidità permanente, anche se parziale; determinano o causano una menomazione stabile o progressiva.
Tra le patologie che danno diritto alla Legge 104 se superano la percentuale minima di invalidità, bisogna ricomprendere le seguenti: patologie dell’apparato cardiocircolatorio (come aritmie o cardiopatie congenite); patologie dell’apparato respiratorio (come insufficienza respiratoria cronica); malattie dell’apparato digerente (come celiachia o cirrosi epatica); patologie dell’apparato visivo o dell’apparato uditivo (ad esempio, cecità e sordità); malattie locomotorie (ad esempio, distrofie muscolari o amputazione di arti); patologie dell’apparato endocrino (come diabete mellito con complicanze); malattie dell’apparato urinario (come l’insufficienza renale cronica); patologie neurologiche (come sclerosi multipla, morbo di Alzheimer, malattie neurodegenerative); patologie psichiche (come schizofrenia o depressione grave); malattie oncologiche; malattie rare (ad esempio, fibrosi cistica, sindrome di Down).