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Come si può impugnare un licenziamento disciplinare?

Vania Sanna
Vania Sanna
2025-11-11 11:17:01
Numero di risposte : 21
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La sanzione si può impugnare ricorrendo al Collegio di conciliazione e arbitrato presso la Direzione Provinciale del lavoro entro venti giorni. Oppure, con ricorso dinanzi al Giudice del lavoro entro dieci anni. Il licenziamento quale massima sanzione applicabile può essere impugnato entro 60 giorni dalla ricezione della relativa lettera, mediante una ulteriore lettera di riscontro cui deve seguire entro il successivo termine di 180 giorni, il deposito del ricorso in Tribunale. In caso di licenziamento illegittimo per mancanza di giusta causa e di giustificato motivo soggettivo è previsto l’obbligo di reintegrazione del lavoratore. In caso di licenziamento illegittimo per mancanza di giustificato motivo oggettivo, per motivi economici e nelle altre ipotesi in cui si accerta che non ricorrono gli estremi del giustificato motivo soggettivo o della giusta causa non trova più applicazione la reintegrazione nel posto di lavoro ma un’indennità determinata tra un minimo di dodici e un massimo di ventiquattro mensilità dell’ultima retribuzione globale.
Demis Amato
Demis Amato
2025-10-29 05:58:53
Numero di risposte : 19
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Il lavoratore può contestare il licenziamento davanti a un’autorità giudiziaria o a un organo di conciliazione, se ritiene che sia ingiustificato o che la procedura non sia stata rispettata. In caso di licenziamento ritenuto ingiustificato, il lavoratore può avere diritto a un risarcimento. In alcuni casi, può essere prevista la reintegrazione nel posto di lavoro.
Noemi Romano
Noemi Romano
2025-10-21 17:36:21
Numero di risposte : 24
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Per impugnare il licenziamento disciplinare è fondamentale il rispetto dei termini fissati dalla normativa, pena la non validità dell’impugnazione. L’impugnazione del licenziamento disciplinare deve avvenire entro 60 giorni dalla data della notifica del licenziamento, cioè dalla ricezione della lettera, con una comunicazione al datore di lavoro in cui si esprime la volontà di contestare il provvedimento. È necessario poi che l’avvocato depositi il ricorso nella cancelleria del tribunale entro i successivi 180 giorni dall’impugnazione stragiudiziale. Per prima cosa è opportuno rivolgersi ad un avvocato esperto di diritto del lavoro. Il lavoratore può quindi contestare le motivazioni date dal suo titolare se le ritiene non valide e le sue ragioni devono essere prese in considerazione dal datore di lavoro.