Quanti mancati stipendi per dimissioni giusta causa?
Danny Ferraro
2025-11-09 20:10:08
Numero di risposte
: 29
Non esiste, legislativamente, una disposizione che evidenzi il limite minimo di retribuzioni non pagate per avallare le dimissioni per giusta causa.
La giurisprudenza parla di “reiterato mancato pagamento” delle retribuzioni.
In un’altra sentenza di merito, il giudice, per legittimare la giusta causa delle dimissioni, parla di “reiterato mancato pagamento delle voci retributive, tale da far venire meno la fiducia del lavoratore nei confronti del proprio datore di lavoro“.
In definitiva, ritengo che sia il caso di attendere il terzo mese di mancato pagamento per avallare la “reiterazione” dei mancati pagamenti.
La circolare dell’INPS 20 ottobre 2003, n. 163 e la giurisprudenza hanno identificato una serie di ipotesi che concretizzano la figura della giusta causa nelle dimissioni: reiterato mancato pagamento della retribuzione.
Oretta Pellegrino
2025-11-02 12:43:06
Numero di risposte
: 40
Non esiste un numero fisso, ma in genere due o più mensilità consecutive non corrisposte sono sufficienti.
Mancato pagamento di due o più mensilità consecutive.
Ritardi sistematici e ingiustificati nei pagamenti.
Pagamenti parziali e non concordati.
Il mancato pagamento, se prolungato o reiterato, costituisce grave inadempimento del datore di lavoro.
Tra le motivazioni più comuni riconosciute dalla giurisprudenza c’è il mancato pagamento dello stipendio per uno o più mesi.
La giusta causa è una situazione così grave da rendere impossibile proseguire il rapporto di lavoro, anche senza preavviso.
In queste situazioni, la legge italiana offre una tutela specifica: le dimissioni per giusta causa, che ti permettono di lasciare il lavoro e ottenere comunque la disoccupazione (NASpI).
Non ricevere lo stipendio non è solo ingiusto: è una grave violazione dei diritti del lavoratore.
Genziana Bianchi
2025-10-23 15:50:27
Numero di risposte
: 21
Per prassi interna, l’Inps riconosce la dimissione per giusta causa dopo il mancato pagamento di almeno tre mensilità consecutive, impedendo ai lavoratori di far fronte alle esigenze quotidiane ed esponendo in tal modo i lavoratori all’indebitamento per mantenere la propria famiglia.
Basta un mese senza stipendio, per dimettersi per giusta causa e accedere alla Naspi.
La possibilità di dimettersi per giusta causa già dopo il primo mancato pagamento è uno strumento che rafforza la posizione del lavoratore, anche di chi è titolare di un contratto a tempo determinato.
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