Per calcolare quante tasse sull’affitto si pagano, facciamo due esempi, ipotizzando un reddito fino a 28.000 euro.
Tassazione ordinaria:
Canone mensile: 800 euro
Totale anno: 9.600 €
Base imponibile: 95% = 9.120
Con un reddito fino a 28.000 euro, l’aliquota è del 23%
Tasse da pagare 9.120 x 23% = 2.097,60 euro.
Se si sceglie il contratto concordato, con tassazione ordinaria:
Reddito annuo: 9.600 euro
Base imponibile ridotta: 95% = 9.120
Ulteriore deduzione del 30%: 9.120 – 30% = 6.384 euro
Tasse da pagare: 6384 x 23% = 1.468,32 euro.
Cedolare secca
Aliquota al 21%:
Canone annuo 9.600 euro
Base imponibile 100%
Tasse da pagare: 9.600 x 21% = 2.016 euro.
Cedolare secca al 10% (contratto concordato):
Tasse da pagare: 9.600 x 10% = 960 euro.
Se il reddito del locatore supera i 28.000 euro, per la parte eccedente si applica un’aliquota IRPEF del 35%, in questo caso, la cedolare secca diventa ancora più vantaggiosa, a meno che non vi sia l’esigenza di portare in detrazione crediti d’imposta.
A parità di canone, il contratto concordato in cedolare secca e la soluzione fiscalmente più conveniente.
È doveroso precisare che il canone concordato è soggetto ai parametri definiti a livello territoriale dalle associazioni di categoria, pertanto la valutazione sull’opportunità di scegliere se locare a canone libero o concordato va fatta caso per caso.