La Legge di Bilancio 2025 si è limitata a confermare questa misura, mantenendo le penalizzazioni introdotte con la manovra del 2024, che hanno ristretto la platea dei beneficiari. L’importo dell’assegno pensionistico viene calcolato esclusivamente con il metodo contributivo e non può superare i 2.466,28 euro lordi al mese, pari a quattro volte il trattamento minimo INPS previsto per il 2025. Se l’importo derivante dal calcolo contributivo dell’assegno dovesse superare i 2.466,28 euro lordi al mese, il pensionato percepirà soltanto la cifra entro la soglia fino al compimento dei 67 anni. Una volta raggiunta l’età pensionabile ordinaria, potrà ricevere l’effettivo importo della sua pensione. La normativa stabilisce inoltre specifiche limitazioni sulla cumulabilità tra pensione e redditi da lavoro. In particolare, essa stabilisce che l’assegno pensionistico non sia compatibile con redditi da attività lavorativa, salvo un’eccezione: è consentito percepire redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale, purché non superino i 5.000 euro annui. Per chi sceglie di accedere a Quota 103, infatti, sono previsti due periodi di attesa distinti, a seconda della categoria lavorativa: dipendenti del settore privato e lavoratori autonomi: devono attendere 7 mesi dal momento in cui maturano i requisiti prima di ricevere il primo assegno pensionistico; dipendenti pubblici: il periodo di attesa è di 9 mesi, con tempi più lunghi rispetto agli altri lavoratori. Queste ampie finestre mobili riflettono l’intento del legislatore di gestire in modo graduale e sostenibile il flusso delle uscite dal mondo del lavoro, contribuendo a garantire maggiore stabilità al sistema previdenziale.