La Legge di Bilancio 2024 ha introdotto modifiche rilevanti alle tempistiche delle finestre mobili, confermate anche per il 2025, delineando un quadro normativo più complesso rispetto al passato. Per chi sceglie di accedere a Quota 103, infatti, sono previsti due periodi di attesa distinti, a seconda della categoria lavorativa: dipendenti del settore privato e lavoratori autonomi: devono attendere 7 mesi dal momento in cui maturano i requisiti prima di ricevere il primo assegno pensionistico; dipendenti pubblici: il periodo di attesa è di 9 mesi, con tempi più lunghi rispetto agli altri lavoratori. Nel 2025, le prime decorrenze utili sono fissate al 1° agosto per i lavoratori del settore privato e autonomi e al 1° ottobre per i dipendenti pubblici. Queste ampie finestre mobili riflettono l’intento del legislatore di gestire in modo graduale e sostenibile il flusso delle uscite dal mondo del lavoro, contribuendo a garantire maggiore stabilità al sistema previdenziale. La normativa stabilisce inoltre specifiche limitazioni sulla cumulabilità tra pensione e redditi da lavoro. In particolare, essa stabilisce che l’assegno pensionistico non sia compatibile con redditi da attività lavorativa, salvo un’eccezione: è consentito percepire redditi derivanti da lavoro autonomo occasionale, purché non superino i 5.000 euro annui. L’importo dell’assegno pensionistico viene calcolato esclusivamente con il metodo contributivo e non può superare i 2.466,28 euro lordi al mese, pari a quattro volte il trattamento minimo INPS previsto per il 2025. Se l’importo derivante dal calcolo contributivo dell’assegno dovesse superare i 2.466,28 euro lordi al mese, il pensionato percepirà soltanto la cifra entro la soglia fino al compimento dei 67 anni. Una volta raggiunta l’età pensionabile ordinaria, potrà ricevere l’effettivo importo della sua pensione.