La somma erogata, per gli infortuni sul lavoro avvenuti a partire dal 1° gennaio 2019 e per le malattie professionali denunciate sempre a partire dal 1° gennaio 2019, dipende esclusivamente dall’età e dalla percentuale riconosciuta.
Per gli eventi infortunistici avvenuti fino al 31 dicembre 2018, o per le malattie professionali denunciate entro questa stessa data, esisteva anche una differenza di genere, cioè, a parità di età e percentuale, alle donne veniva corrisposto un indennizzo maggiore e ciò in quanto, a causa della statisticamente maggiore longevità, la lavoratrice dovrebbero sopportare la menomazione, provocata dall’infortunio sul lavoro o dalla malattia professionale, per un tempo maggiore.
La tabella valida a partire dal 1° gennaio 2019 è nettamente più favorevole e gli importi, mediamente, sono più elevati di circa il 40%, naturalmente con un beneficio percentualmente maggiore per gli uomini, proprio perchè precedentemente a loro era riconosciuta una somma minore.
Le menomazioni la cui percentuale è al di sotto del 16% sono considerate “danno biologico puro”, cioè, semplificando, un danno all’integrità psicofisica della persona e quindi non è prevista alcuna variazione dell’indennizzo in rapporto al tipo di lavoro svolto e alla maggiore o minore incidenza della menomazione sulle mansioni effettivamente svolte.
Tutte le tabelle sono suddivise in fasce di età quinquennali e all’interno della fascia è previsto un indennizzo uguale.
Se a seguito di aggravamento della menomazione viene riconosciuta una percentuale superiore, ma sempre compresa tra il 6% e il 15%, viene erogato l’indennizzo previsto per la maggiore percentuale di danno, ma viene la somma viene decurtata dall’indennizzo precedentemente erogato.