Il motivo del licenziamento (sia quindi esso per giusta causa, giustificato motivo oggettivo o giustificato motivo soggettivo) è sempre e comunque un dato personale, e come tale tutelato dalla normativa vigente sulla privacy.
I soggetti che possono sapere se si è stati licenziati per giusta causa sono: Il datore di lavoro e il suo consulente, Il dipendente, Gli organi pubblici (portale collocamento/Inps).
Il datore di lavoro non può riferire circostanza sul motivo del licenziamento a terzi.
Il dipendente può agire per tutelare i propri diritti e ottenere il risarcimento del danno.
I datori di lavoro non hanno accesso a questi dati, non possono quindi sapere la storia lavorativa del dipendente o le ragioni dei licenziamenti.
Il centro per l’impiego è naturalmente in possesso della storia lavorativa del dipendente e delle ragioni di interruzione del rapporto di lavoro (licenziamento o dimissioni) ma non può fornire (e non fornisce) questi dati ai datori di lavoro.
Possiamo quindi dire che non rimane traccia del licenziamento per giusta causa, nel senso che non è possibile per un datore di lavoro scoprire se e perché sia stato licenziato un lavoratore.